9 9mbre: MerdaDay
Una ricorrenza inventata in un mondo stralunato

29/05/2006
Sentenze statunitensi

 

http://vittoriozambardino.blog.kataweb.it/scene_digitali/2006/05/da_oggi_ogni_bl.html

 


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sul blog del MerdaDay alle 11:07 Commenta:

28/05/2006
Nuovo indirizzo

Per visulizzare questo blog l'indirizzo migliore è

http://merdaday.blog.dada.net

Per volere del gestore.


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sul blog del MerdaDay alle 15:43 Commenta:

23/05/2006
Santa Turco

DONNA!

 

PARTORIRAI CON DOLORE!

 

E' un fatto che le graziose gerarchie ecclesiastiche cattoliche hanno preso alla lettera e trasformato in precetto le parole delle Sacre Scritture.

Più fa male, più c'è Dio!

Nel gran calderone PULP della culturetta cattolica popolare ci infiliamo anche questo, oltre al lenzuolo macchiato di sangue esposto fuori casa dopo la prima notte di nozze. La subcultura cattolica è così pulp da far impallidire anche Isabella Santacroce, che tanto abbronzata non è.

Meno male che al Ministero della Sanità è arrivata Livia Turco. Che ripropone un'ideuzza.

EPIDURALE GRATUITA.

Capirai che novità, sono decenni che la praticano alle puerpere estere. Che si può rinunciare alla coreografia degli urli, agli sbreghi dolorosi, all'ileo sollecitato. In fondo che colpa hanno le donne?

Ma siamo sempre lì, è il retaggio della colpa ancestrale, del peccato originale e del sangue che tutto può. La donna inferiore e le sue mestruazioni, la donna incinta che resta sempre un po' colpevole anche se sposata con tutti i crismi e ginecologicamente ignorante come si conviene alle vere moglie di provincia. La provincia e i suoi gorghi, la provincia e i suoi segreti, la provincia che addita le luci della città, quelle città con le donne incinte e non sposate e che OSANO partorire tranquille e beate godendosi il rigoglioso istante senza perforarsi la glottide per insultare fidanzati, mariti e medici.

Ma quanto devono soffrire le donne? La gravida post violenza carnale deve soffrire più della vegetariana equa e solidale nell'atto del parto?

PER COLPA DI CHI CHI CHI CHI CHICCHICHIRICCHI'

Un saluto ai galletti e agli sparvieri dallo sperma facile.

Un ben ritrovati agli anestesisti in turno 24h nei reparti di ostetricia, pronti ad una semplice punturina sul fondoschiena.

Che partorire è una botta di culo! Beate le donne che si informano, che riflettono, che scelgono. E beate anche quelle che non lo fanno ma che non pagano prezzi di colpe che non hanno.


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sul blog del MerdaDay alle 20:24 4 Commenti

22/05/2006
La pillola del lunedì

Secondo l'astrologa Horus, la frase della settimana per il mio segno:

Io non amo la gente perfetta,
quelli che non sono mai caduti
o che non hanno mai inciampato.
A loro non si è svelata la bellezza della vita.
B. Pasternak
Ammetto che un po' mi conforta, e in effetti di bellezza ne ho vista e sentita tanta...
 

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21/05/2006
Di male in sport

Una volta - nemmeno tanto tempo fa - si diceva "Eh! Il Campionato più bello del mondo", riferendosi a quello italiano, del calcio.

Ora, mentre i magistrati accertano PER CHI era il più bello, non serve aspettare il verdetto per commentare i fatti. I fatti, quelli noti, sono già perfettamente giudicabili dalla morale individuale. Ché non si tratta di un misterioso delitto perfetto, un caso truce di assassinio ammantato di dubbi buoni per una serata di Porta a Porta. E' il "solito" esempio di malaffare, di malcostume italianissimo che come sempre solleva meno indignazione di quanta dovrebbe essercene.

Se questo sport era diventato la vetrina d'Italia, blasonato esempio di "industria multimilionaria" , beh, indignarsi è poca roba. Sarebbe umile e sano un momento di riflessione di chi lo pratica e di chi lo tifa. E qualche passo indietro non guasterebbe. Invece si aspetteranno le sentenze, con i processi eterni e le prescrizioni, salterà qualche testa visibile, salvando la forma e preservando la sostanza.

Fortunatamente c'è dell'altro. Come la semifinale Martina Hingis - Venus Williams al Foro Italico. Una bella giornata per il tennis, che rivive le emozioni di qualche anno fa, grazie a due amazzoni che sono ricomparse dopo un periodo di pausa. Rivali dentro il campo e anche fuori, le due hanno dato spettacolo a dispetto delle loro condizioni fisiche e mentali ancora da ri-affinare completamente. Spettacolari proprio perché lontane dall'esasperazione di altri stadi.


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17/05/2006
Azzardo morale

Sono di nuovo alla ricerca di un lavoro. E così riparte la girandola di telefonate da numeri criptati (chissà perché le agenzie e le aziende adorano "sorprendermi")

"Sono Gioia, di Menpauer, il signor Diego?"

"Sono io, buongiorno!"

"Diego, ho mandato la tua WORKING HISTORY ad un'azienda di Castelletto sulla Tegola Mantecata. Si tratta di vendite START UP nell'ingrosso di complementi d'arredo e soluzioni etniche per la vita urbana."

"Mh." Rispondo sempre -mh- di fronte al provincialismo che ruota intorno alle aziende e alle agenzie di selezione del personale.

"La missione è di tre mesi, ovviamente c'è la possibilità di un contratto d'assunzione. Però inizialmente dovresti seguire la formazione nel punto vendita di Ponte nelle Alpi. Per qualche settimana."

"Strategie aziendali..." Ironia amica mia.

"Stai lavorando? E poi tu, la macchina, ce l'avevi o no?"

"No. E sì."

"Bene, allora ti mando un sms coi dettagli per il primo step della selezione, ovviamente mi aspetto le solite variabili di feedback al termine."

"Certo. Grazie. Sono già entusiasta."

Passano i giorni e mi preparo per il colloquio. In preda all'allergia, che non si sa perché quando i pioppi fanno l'amore a me viene da starnutire, guido col sedile del passeggero cosparso di kleenex usati. Una mia amica appassionata della serie tv CSI li avrebbe denominati "campioni di dna".

Arrivo, è vicino a casa, circa un quarto d'ora. Peccato che l'inserimento dovrebbe essere due ore più a nord in mezzo ai monti e le valli d'or...

Inizialmente mi rinfranco un po'. L'ambiente che mi accoglie è giovane e dinamico. Girano ventottenni appesi ad auricolari blutut e mi accoglie una ragioniera di primo pelo col baffo di due giorni. A parte il baffo, è carina e affabile. Aspetto.

Poco dopo sono sulla sedia nell'angusto ufficio dove mi trovo a snocciolare la solita filastrocca alla direttrice commerciale, una bionda slavata e drammaticamente incinta, e al paratitolare biemmevuato col sorriso in cartongesso e la cocaina nel taschino della giacca. Avranno entrambi quarant'anni e sembrano più spigliati dei soliti dirigenti veneti avvinazzati e compagnoni. Meno male, penso.

Invece è peggio. Lui si improvvisa fine rilevatore e selezionatore con domande in-pertinenti e mal poste. Lei lo eccita o lo mortifica a seconda del momento.

Direttrice: "Bene, vedo che ha già esperienza nelle vendite."

Direttore: "Ma lei ha molti amici?"

Direttrice: "Ha lavorato anche come traduttore."

Direttore: "La sua è una famiglia tranquilla?"

Direttrice: "Sa, noi vogliamo qualcuno che rimanga, che mica facciamo la formazione... sono costi, sa?"

Direttore: "Come passa le sue giornate? Intendo, cosa fa dalla mattina alla sera?"

Direttrice: "Dov'è York?"

Direttore: "Ma lei lo prende il sole?"

Direttrice: "A me McDonald's non piace."

Direttore: "Sa giocare a tennis? O no?"

Direttrice: "Toh. Scalcia."

Direttore: "Abbiamo bisogno di qualcuno che sappia cosa fa."

Direttrice: "Ma quelli di Menpauer le hanno spiegato di cosa si tratta?"

Direttore: "Nelle vendite è importante sorridere, sa? Davvero importante."

Direttrice: "Il contratto sarebbe un quinto, ma poi li hanno modificati, comunque è un quinto."

Direttore: "Abita proprio in Quel Paese Lì? O in una frazione?"

Direttrice: "Vendere è complesso."

Direttore: "Vendere è un'attività completa, come il nuoto."

Direttrice: "Ci sarà anche un programma di incentivi."

Direttore: "Ma non creda che la metteremo subito a vendere ai pezzi grossi."

Direttrice: "Le la sa comporre una cucina?"

Direttore: " A volte viene gente che ne sa più di noi. Noi cosa facciamo? Bluffiamo!"

Direttrice: "Poi, un giorno venderà anche ai pezzi grossi, guadagnerà parecchio."

Direttore: "I soldi, mio caro! I bei soldi!"

Direttrice: "Lei è sposato? Fidanzato? Divorziato? Ha intenzione di restare incinta? Dove ho messo l'altro formulario?"

Direttore: "Lei a soldi come sta? Bene?"

Direttrice: "Eccolo!"

Direttore: "Bene. Ora basta. Ci sentiamo. Però se la faccia una lampada abbronzante, no?"

Tornando a casa, un po' inebetito dai pollini, ripensavo alla definizione di azzardo morale. E pensavo al FEEDBACK...


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15/05/2006
Momenti di preparazione

Partito il conto alla rovescia per l'Eurovision song contest 2006!

Come capita da alcuni anni i cantanti italiani lo snobbano regolarmente, ma in fondo a noi aficionados non importa.

In preparazione dell'edizione 2006, che si terrà tra pochi giorni ad Atene, raccomando una visita al sito ufficiale della manifestazione, che offre una sezione multimediale -Multimedia lounge- che comprende i video di storiche vittorie, oltre alla presentazione dei partecipanti di quest'anno e ad altre storiche esibizioni divise per decennio (tra le mie preferite restano Sandra Kim, Carola, Ruth Jackott, Linda Martin e Ruslana). Tra gli amarcord gli Abba con Waterloo vincitori per la Svezia a metà anni 70, una Celine Dion d'annata vincitrice per la Svizzera (!) con lo storico Ne partez pas sans moi, fino alla più recente Dana International vincitrice per Israele pochi anni fa con la canzone Diva.

Eurovision song contest - sito ufficiale

Per chi ama le manifestazioni canore internazionali baraccone e complicate non c'è di meglio! Che gli europei quando fanno baracca sono mille volte più divertenti e ironici degli statunitensi.

Aggiornamento: la finale di quest'anno, il 20 maggio, sarà presentata da...

Sakis Rouvas!

lo so, non ho più sedici anni... Ma che figliolo!

Sì, sì, c'è anche una presentatrice... una tizia... boh, chi la conosce quella...


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12/05/2006
Venduti!

In attesa di un sistema di rilevazione delle vendite (o della fruizione) di prodotti musicali, ci si continua a rifare alle classifiche di vendita dei dischi.

Qualche giorno fa, spulciando in rete, mi sono imbattuto in una pagina di Wikipedia che riporta alcune classifiche, tra cui quella degli artisti italiani che hanno venduto almeno 10 milioni di copie.

  • Luciano Pavarotti 100 milioni
  • Patty Pravo      100 milioni
  • Salvatore Adamo  80 milioni
  • Mina 76 milioni
  • Adriano Celentano 70 milioni
  • Andrea Bocelli 50 milioni
  • Pooh 43 milioni
  • Eros Ramazzotti 35 milioni
  • Gianni Morandi 30 milioni
  • Claudio Baglioni 23 milioni
  • Laura Pausini 22 milioni
  • Lucio Battisti 20 milioni
  • I Camaleonti 20 milioni
  • Pupo 20 milioni
  • Zucchero 16 milioni
  • Orietta Berti 15 milioni
  • Riccardo Cocciante 10 milioni
  • Spagna 10 milioni

Di questa classifica, certo approssimativa ma indicativa, mi hanno stupito alcune cose. Qualcun altro si stupisce di qualcosa?


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10/05/2006
Nel nome del padre

In Italia si celebra la madre in un infittirsi di luoghi comuni dei rapporti che tesse con figli, nuore... Negli Stati Uniti, per esempio, la figura famigliare più significativa è quella del padre. Paese che vai...

Questa sera pensavo al mio rapporto col cibo. E a mio padre che ha la vistosa colpa di averlo corrotto e il sotterraneo merito di anticipare i tempi. Quando ero piccino (prima delle top-model e del wellness, per intenderci... quando i succhi di frutta in vendita nei supermercati erano ai gusti pera, pesca e albicocca - e basta) mio padre aveva già scoperto la cucina macrobiotica e biologica. Aveva una specie di fissa mentale, una delle sue appassionate e brevi infatuazioni che ricadevano sull'intero clan. C'erano interminabili pomeriggi in cui mia nonna passava al setaccio il riso integrale, erano bandite le patate e i pomodori e McDonald's era un miraggio lontano nel tempo, almeno quanto Silvio Berlusconi politico.

Il risotto era onnipresente e mi usciva dalle orecchie: mia madre ne decantava le doti come in una televendita mentre di ritorno dalla scuola percorrevo i metri dall'ingresso al tinello. Non ci credeva nemmeno lei. Era una pessima venditrice, all'epoca.

La fase macrobiotica durò poco, probabilmente perché la salute mentale vale di più e in secondo luogo perchè gli innamoramenti di mio padre durano meno della mia salute mentale. Di poco, ma meno.

Una costante, un ritornello sempreverde, era piuttosto il pistolotto di mio padre sul grasso corporeo. Fieramente e orgogliosamente magro (e vanitoso) si poteva ben permettere di additare le rotondità altrui. Mancavano anni a Christy Turlington e Linda Evangelista, ma la snellezza era di casa. Perché il grasso è così, come si fa ad amare qualcuno che è grasso... eccetera. Nel frattempo, tra le 1000 e 1 passioni di mio padre, si inserì la psicologia d'assalto. All'epoca era materia colta e non ancora farcitura per trasmissioni televisive pomeridiane. Le riviste specialistiche, rare e introvabili, che accumulò in poche settimane sarebbero bastate per un rapido diploma da psicologo alla scuola Radioelettra. Apriti cielo! Arrivò la scoperta: la somatizzazione di paturnie nel grasso, più grasso meno autostima, essere leggeri e in armonia per vivere a contatto col proprio IO. Poco dopo arrivò Barbara Bouchet a fare ginnastica in televisione. Alcuni anni più tardi il grasso accumulato da mia madre sarebbe diventato il capro espiatorio universale per la fine di un matrimonio. Così tutti imparammo che la fissa di babbo per il grasso era duratura e tremendamente seria: mieteva vittime.

Ci furono altre passioni violente e fugaci, altre durature e totalizzanti. Il generale clima di volubilità non aiutava l'affetto. Se il padre si innamorava dello sci da fondo il figlio non faceva in tempo a farselo piacere che la passione del padre era bella che finita.

Nel frattempo però mio padre sfoggiava singolari qualità, impensabili per altri coetanei italiani: padronanza di diverse lingue straniere, intuito sopraffino, fiuto e capacità d'analisi, passionalità, elasticità mentale. Certo, in un soggetto così pontificante e didascalico l'effetto di queste doti era atroce: a tratti taceva, a tratti trinciava giudizi e difficilmente se ne sfuggiva. Forte delle sue capacità di persuasione non era tipo da scontro frontale. A volte sfoderava insospettabile acume e diplomazia, al limite della manipolazione. Riusciva senza riferimenti diretti o parole vistose a praticare il ricatto sentimentale, un mezzuccio femminile e psicologico, tutto sommato. Eppure aveva anche questa qualità. Affrontarlo a viso aperto era una strategia perdente. Non sapeva attaccare ma era un eccellente difensore. Ti trascinava sul suo terreno scivoloso, ti si avvinghiava e oplà, rigirava la frittata e rimanevi stordito e in preda ai sensi di colpa. Era la sua maniera di risolvere i momenti di conflitto. Eccetto con me. Per qualche assurda ragione ero l'unico immune al senso di colpa. Avevo capito che non mi toccava ma che sarebbe stato estremamente utile dimostrarlo alla bisogna. E così accadde che come mi sentivo in colpa io non si sentiva in colpa nessuno. Io imparai a fingere e lui a perdere.

A tutt'oggi che viviamo a migliaia di miglia di distanza e lo sento telefonicamente, riconosco che ha conservato molte delle sue qualità. Ancora mi capita di chiedermi se ci fa o ci è. Ma credo che resterò con questo dubbio. Forse ci fa, ma ne è parzialmente inconsapevole. Col passare degli anni è aumentata la sua inquietudine e il bisogno di movimento. E' ancora agile come un gatto anche se quasi sordo. E le telefonate sono brandelli comici della migliore scuola. Prima o poi andrò a trovarlo, anche se so già che mi farò un fegato enorme a discutere con lui.


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08/05/2006
Pensiero del lunedì

Sono una bandiera al vento.

E non tira un filo d'aria.


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07/05/2006
Clarence, Supereva e Clarence

Informazione di servizio:

Questo blog, come altri, ha ora ben tre URL:

http://merdaday.clarence.com

http://merdaday.blog.supereva.it

http://merdaday.blog.dada.net

All'inizio fu Clarence, poi le piattaforme iniziarono a fagocitarsi e fondersi. Vedete un po' voi quale Url richiamare per visualizzare il blog.

Nel frattempo, sperando porti più fortuna, ripropongo il penultimo template. Se quest'anno sono tornati di moda i pois direi che possiamo permetterci anche questo!


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03/05/2006
Ultime notizie dai Caraibi

Ormai sono passate settimane dalla perdita di Graziella, ancora ufficialmente dispersa nelle acque del Mar dei Caraibi.

Al telefono con un messo della polizia locale, poco fa, non ho avuto nessuna novità. Le ricerche ovviamente si sono fermate. E di Graziella non v'é traccia.

L'impiegato, a mo' di conforto, mi ha detto:"Il giorno in cui muori ti senti strano, poi non ti senti e basta."

Ho appoggiato la cornetta e mi sono disinvoltamente soppesato i pro e i contro della vita con mano ferma.

So che Graziella é viva. Ci spero ancora.


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