9 9mbre: MerdaDay
Una ricorrenza inventata in un mondo stralunato

31/05/2005
Di domenica e di lunedì

Ci vuole sensibilità per raccontare la vita. Ci sarà un turbamento sincero che spinge a farlo, quale migliore giustificazione? Ma non sarà un moralismo, una caricatura, una paura elevata a programma d'azione a raccontare la vita. Perché la vita è fatta anche di paura ed è difficile raccontare questo dettaglio quando è la propria paura a parlare. E' come ostinarsi a riempire un orbita, come voler cogliere uno sguardo che non esiste. Se lo sguardo è di paura, la paura di chi lo racconta non lo vedrà. E allora tanto meglio non scrivere di quegli occhi, tanto meglio non raccontarli. Lasciarli vuoti e riempirli con i nostri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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sul blog del MerdaDay alle 23:31 4 Commenti

30/05/2005
Dove mettere le mani

E in quel momento ho visto Bandini. Che è alto, più di quanto appaia nei fotoromanzi. Ne sono rimasto colpito, ma questo già lo sapevo, tant'è che il mio intuito mi diceva che avrei potuto anche innamorarmene e sposarlo. "Sposerò Bandini", mi dicevo. Sentivo che era lui. E invece incontrarlo è stato come bere l'amaro calice della verità.

Perché Bandini è uno di questi ragazzotti moderni e senza solidi valori alle spalle. Non avete ancora capito? E' un uomo e fa all'amore con le donne. Ma com'è possibile, mi chiedo? Uomini e donne sono così diversi! Se il buon Dio avesse voluto che si accoppiassero li avrebbe fatti uguali. Ma i tempi cambiano, a quanto pare. E uno dovrà anche imparare a rinunciare. Sì, amici, perché a quanto pare la società è cambiata, il mondo si è evoluto e dobbiamo aggiornarci. E chissà, un giorno magari si sposeranno anche loro, lo so, è incredibile. Ve lo immaginate un matrimonio del genere? Cioè un uomo sposato una donna? O viceversa. Certo, anche io mi chiedo dove andremo a finire.

Infatti ho un certo interesse per queste nuove proposte, per esempio quella di quel buffo e turbolento partito politico, cioè che facciamo che uomo e donna non si possono sposare, cioè contrarre matrimonio, che come dice Papa Ru Paul è una bestemmia, però gli si potrebbe concedere un qualche minore vincolo giuridico così per un po' stanno tranquilli. Però, ecco, che non ostentino questa loro diversità in pubblico, dico io.

Comunque a questa cosa mi devo ancora abituare, e a quanto pare in giro ci sono questi strani uomini con cui non si sa dove mettere le mani. Come Bandini.

La Bussola per Vivere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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sul blog del MerdaDay alle 11:45 6 Commenti

Referendum francese sul Trattato di bozza costituzionale: vincono i no

C'è un'attitudine comune ad alcuni governi: rivendicare la paternità di ciò che va bene e accollare ad un capro espiatorio la responsabilità di ciò che non funziona.

Il risultato del referendum di ieri in Francia denuncia anche questo gioco di specchi. E rileva il malcontento e addita la distanza tra il governo e la società e esprime l'insofferenza diffusa e il timore per le possibili ulteriori concessioni alla Gran Bretagna, da sempre contraria ad un'Europa in senso federale.

Recuperare tutte le ragioni del No al Trattato di bozza costituzionale non porta lontano, tanto sono contraddittorie e ben oltre l'elenco che ho fatto.

Il segno più preoccupante per quanto mi riguarda è il come è stata impostata la campagna elettorale e in particolare quella di chi ha vinto. Ancora una volta ha vinto chi ha agitato fantasmi e spettri che colpiscono l'immaginazione dei più deboli. Il ventilato arrivo dell'idraulico polacco, anzi dell'orda di idraulici polacchi a basso prezzo, in un paese come la Francia che si muove con una disoccupazione al 10% ha rinfocolato timori e frustrazioni. A quanto pare l'Est europeo impaurisce ancora. Meglio chiudere le frontiere, allora. Dimenticando che l'Est europeo cresce economicamente a tassi doppi o tripli o anche quadrupli rispetto ai soliti noti. Non ci sarà nessuna invasione polacca o slovacca o lettone. Il rimescolamento di popolazione all'interno dell'Unione Europea cammina lentissimamente.

Che sia paura o disagio o sfiducia nelle istituzioni non fa molta differenza. Perché poi si tratterà anche di cicli, giusto? Un po' si accelera, un po' si rallenta. Peccato che non si apprezzi l'unica lezione appurata empiricamente. Il meccanismo - non solo economico - funziona meglio quando si procede verso una maggiore integrazione. Non il contrario.


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sul blog del MerdaDay alle 11:13 3 Commenti

29/05/2005
Romanzo d'appendice per la casalinga infelice - 27

Indice

Lettura per tuttiMary Ginger avrebbe aspettato Clarissa nel pomeriggio per darle nuove e dettagliatissime istruzioni sulle decorazioni per il vecchio fienile in collina. Clarissa già si immaginò a cucire coccarde e drappi in quelle ultime giornate assolate: adorava l'arrivo dell'autunno e già pregustava i colori delle foglie sugli alberi che avrebbero accompagnato la valle fino alla prima neve.

Sfoglìò il catalogo di abbigliamento che aveva ricevuto poco prima per posta. Fece una pausa giusto per recuperare il toast dal tostapane e poi riprese con la consultazione. Aveva bisogno di un accappatoio e poi, e poi, e poi... Si arrestò assorta in un pensiero che le era familiare ma che aveva perso da qualche tempo. O da qualche anno. Le sovvenne guardando le modelle del catalogo che erano tutte così longilinee e slanciate. Certo c'era il trucco e qualche sapiente fotografo e chissà quale diavoleria. Qualsiasi cosa poteva esserci per migliorarne l'aspetto ma non era un alibi per essere così flaccida. Flaccida? Sollevò un po' la manica sinistra e alzò il braccio guardandosi il tricipite...

Flaccida.

Epperò che utilità avrebbe avuto dall'esercitarsi? In fondo non era sovrappeso, era solo un tantinello sciupata - si disse. E sono tutte brave a stare in forma quando non c'è da lavorare, quando non c'è da governare una casa, quando non c'è un marito a cui essere fedele ingurgitando generi di conforto e rimorsi... Certo, non che potesse valere la tesi della fedeltà. Anzi no, era una cosa recente, quella dell'infedeltà. Quindi valeva eccome. Ma si rese conto che quella quarantenne di cui non ricordava il nome, quella che abitava vicino al cimitero aveva avuto tre figli in poco tempo e dimostrava meno anni di lei.

Continuò a torturarsi ancora un po' concludendo che erano pensieri per distrarsi e che non condivideva seriamente. Sarebbe andata a passeggiare un po' più spesso fino al torrente ma non si sarebbe obbligata agli esercizi, trasformandosi in una manovale sottopagata!

Telefonò per ordinare l'accappatoio, decidendo senza convinzione per quello aragosta con la passamaneria. Era ora di andare e si preparò per uscire. Mary Ginger non avrebbe perdonato un ritardo, né un aspetto trasandato.

La casa di Mary Ginger era il solito viavai di fattorini e entrò al seguito di uno di questi che le tenne aperta la porta d'ingresso mentre entrava. Dopo i convenevoli con la padrona di casa e con le solite dame impegnate nella conversazione del momento si accomodò per affrontare la questione delle coccarde decorative.

Si dovette interrompere quando nella casa giunse Ernst. Mary Ginger lo salutò con due baci e non si accorse del rossore che occupò il viso di Clarissa che ebbe tutto il tempo di ricomporsi. A notare l'imbarazzo e la sorpresa di Clarissa furono però le signore che si zittirono improvvisamente. Ernst salutò compostamente e non indugiò su Clarissa in alcun modo. Clarissa non sapeva se gioirne o meno. Fu in quel momento che la conversazione riprese, proprio per concentrarsi su Clarissa.

«Povera cara, abbiamo sentito che tu e Lou state affrontando qualche difficoltà.» Disse una.

«Già.» Clarissa tentò di troncare in fretta l'argomento. Si voltò per cogliere lo sguardo di Ernst ma era sparito.

«Non desidero entrare nel merito della faccenda, sia mai, ma cara, si ricordi che il buon Dio è sempre pronto ad indicare la via alle coppie nel momento del travaglio.»

«Certo. Ma temo non sia questo il caso.»

«Suvvia, un po' di fiducia in questo matrimonio. Le consiglio di concedere un'altra chance a queast'unione.» Mary Ginger si dimostrò interessata e pronunciò questa speranza con un po' di emozione. «Non amo parlarne, ma sa, anche io e Dirk abbiamo avuto delle difficoltà in passato. Fortunatamente ho perseverato.»

Le signore annuirono sorseggiando le loro bevande. Clarissa decise di annuire ignorando quelle voci che aveva sentito su Dirk, presumibilmente il più grande benefattore di una giovane ragazza madre che aveva da poco partorito.

La conversazione si indirizzò sugli aspetti pratici della Festa d'Autunno e Clarissa prese nota di quanto le sarebbe occorso. Vide Ernst passare nel corridoio e se ne uscì con un impegno che la costringeva ad andarsene. Ernst aveva sentito, a quanto pare, dato lo trovò che la aspettava appena girato l'angolo.

«Vorrei invitarti a cena.»

Clarissa sorrise sentendo la proposta.

«A casa mia. Cucino io.»

Clarissa si insospettì.

«So cucinare sai?» Mugugnò Ernst.

«Accetto.»

Ventottesima parte


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sul blog del MerdaDay alle 23:30 2 Commenti

26/05/2005
Non si combatte solo contro la sfiga

"Puritanesimo: il timore terribile che qualcuno da qualche parte possa essere felice"

H. L. Mencken

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9 9mbre: MerdaDay


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25/05/2005
MerdaDay su Liberoblog con Mazzucato e i Mondiali dell'82

L'intervento precedente, Donne!, è stato ripreso qui da Liberoblog, selezione di interventi tratti da blog del portale Libero.it. Sempre su Liberoblog si trova una selezione di post di alcuni noti blogger che affrontano l'argomento più discusso di questi giorni, cioè i presunti prelievi di creatività che la scrittrice Mazzucato avrebbe operato a detrimento di blogger, in particolare Le Miroirs e [porno], per farcire un e-book...

Ops.. la pagina di Liberoblog è stata aggiornata con un nuovo intervento sulla fiction che riguarda i Mondiali di calcio del 1982 e non trovo più i collegamenti di cui stavo scrivendo. Ah, no. Eccoli, grazie al motore di ricerca interno al sito.

Sono questo, questo e questo, rispettivamente tratti da L'indignato, Nazione Indiana e Brodo Primordiale.

Vedremo se ci saranno delle verifiche a riguardo di questa faccenda. Sono molto poco preparato riguardo ai diritti d'autore, non conosco le normative a riguardo e nemmeno i metodi di indagine e di verifica. Negli ultimi anni però è faticoso professare una cultura della legalità dal momento che sono fioccati i condoni per gli abusi edilizi, i condoni per le evasioni fiscali, si scarica gratuitamente musica dalla Rete e l'Italia figura ai primi ai vertici della classifica mondiale sia per consumo che per produzione di merce contraffatta, mentre langue la lotta alla mafia e al lavoro sommerso.

Il calderone è troppo ampio? Certo, ma non ci sarebbe nemmeno da stupirsi, se fosse vero, del fatto che una scrittrice preferisce una scorciatoia fatta di copia-incolla da internet piuttosto che produrre qualcosa di originale. Perché? Forse perché scrivere bene è faticoso. Almeno quanto rispettare la legge.

E allora mi chiedo quanto del fascino di questa faccenda riguardi il ruolo delle parti in causa. La scrittrice famosa (!) contro il piccolo blog indifeso. Se fosse stato il contrario? Non so se il problema si ponga, se uno ha un contratto editoriale è uno scrittore, prima che blogger, lo status di blogger non è ancora sufficiente a descrivere una persona, se non come requisito per partecipare ad un party tra blogger. Ma allora che dire, che so, di Al Bano Vs Michael Jackson? Non erano blogger, e i blogger, si sa, sono una comunità, labile e elastica, ma pur sempre una comunità.


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sul blog del MerdaDay alle 16:50 2 Commenti

Donne!

Su cento donne stuprate solo tre subiscono lo stupro da parte di estranei o sconosciuti. Le altre vengono violentate da mariti, fidanzati, amici e parenti. Questo spiega in parte perché di questi cento stupri solo dieci siano denunciati alle autorità. Su questa cosa ho riflettuto un po'. Perché essere violentate dal marito, dal fidanzato è ... non trovo l'aggettivo, ecco. Per queste donne non rimane nemmeno un aggettivo. E magari qualcuna un po' timorosa e un po' suggestionabile teme di girare da sola la sera in città. Ma se il marito o il fidanzato sono fuori città non dovrebbero avere di che temere, a questo punto. Ma come si fa a non parlarne? Come si fa a non raccontare di queste personali e segrete tragedie? Come si fa a sputtanare denaro per acquistare il libercolo di Melissa P. e non versare un euro, non scrivere una riga, non prestare un pomeriggio per aiutare queste donne?

Ogni anno settantamila prostitute battono o ricevono a casa. Per un totale di nove milioni di rapporti. Sottraendo dalla popolazione gli uomini gay che non vanno a donne e le donne eterosessuali che non vanno a donne e i genovesi avari e i bambini, e gli anziani in fin di vita e gli embrioni congelati e i poveri ... Quanta gente rimane? Sono un sacco di persone che vanno a puttane. Nove milioni di rapporti sono tanti, almeno, a me sembrano tanti. Non è moralismo il mio, è stupore e ingenuità.

Il 12 (dalle 8 alle 22) e 13 giugno (dalle 7 alle 15) si vota sui quattro quesiti riguardanti la legge 40/2004. Ovvio mettere le donne in primo piano. Credo che chiunque sia curioso di sapere cosa ne pensano le donne. Sapete quante sono le donne in Parlamento in questa legislatura? Poche? No. Meno. Ecco il punto. La questione è questa. Cosa ne pensano le donne di questa legge? Personalmente me lo chiedo. Chiedo scusa alle meno di poche parlamentari italiane se non le ritengo sufficienti per essere rappresentative.

E ancora: qualche tempo fa scrivevo di una legge svedese che riguardava l'introduzione di una quota del 40% di presenza femminile all'interno dei direttivi aziendali. Una legge simile in Italia non è nè immaginabile nè auspicabile. In Svezia se la possono permettere perché già esiste un numero sufficiente di donne in grado di ricoprire queste cariche. Il personale è già formato, dunque. In Italia si richiederebbe di mandare dilettanti allo sbaraglio, ponendo una soglia così alta. Le prospettive sono diverse, tant'è che il lavoro viene spesso lasciato dopo l'arrivo del primo figlio e ancora più spesso dopo la nascita del secondo. E ve lo immaginate cosa significa dopo riaffacciarsi al lavoro quando si è fuori dal giro? E non è valsa granché la legge sul congedo di maternità e paternità voluta dall'ex ministra Turco. Perché? Non è buona? Macché, non la conosce quasi nessuno. In più vogliamo scrivere qualcosa sugli asili nido: zeppi e cari. O sugli asili in generale? O sull'atteggiamento dei datori di lavoro di fronte ad una donna sposata da poco e senza figli che temono resterà presto a casa in maternità?

Dopo tanti mesi passati a leggere e scrivere blog mi sono reso conto che le blogger a volte sono un po' distratte. Certo, ci sono le associazioni che se ne occupano. Ma le associazioni sono deboli e spesso sterili nella contrattazione politica. Mancano di carisma queste associazioni, dal momento che ci sono più ragazzine disposte a inginocchiarsi di fronte al primo produttore televisivo che passa piuttosto che scoprire la gloria della lotta, della protesta o semplicemente della discussione.

"Non piangere. Non sei una femminuccia!" E infine mi chiedo quanta frustrazione ci sia in alcune madri. Perché se hai avuto la giornata storta devi accanirti sul bambino, chiedendogli di dimostrare una virilità di cui ignora l'esistenza? Non puoi ammettere con te stessa che il pianto di tuo figlio ti disturba? Che il rumore ti disturba? I bambini hanno emozioni forti e reazioni conseguenti. Sono le loro prime emozioni di fronte al mondo. Non puoi pretendere che alzino un sopracciglio o che scuotano la chioma. Forse sarebbe che il caso che anche tu mimassi un po' meno i telefilm e ti riscoprissi sincera e responsabile. Perché qualche donna, un po' di tempo fa, si è fatta il mazzo, per andare a votare e per essere sincera.


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sul blog del MerdaDay alle 01:59 7 Commenti

23/05/2005
La letterina - continuano le difficoltà di accesso ai blog di Clarence e Supereva

Ho scritto una lettera elettronica alla coordinatrice editoriale di Clarence - Supereva (Dada srl) sperando di capire qualcosa di più sulle recenti difficoltà di accesso al mio blog e agli altri ospitati da questa piattaforma. Ho trovato il contatto in calce alla pagina http://blog.clarence.com e non so se sia la persona giusta a cui rivolgersi, comunque questo è quanto:

"Gentile coordinatrice editoriale,
ho un blog ospitato dalla vostra piattaforma (http://merdaday.clarence.com) e noto che negli ultimi tempi l'accesso è limitato in alcuni orari del giorno. Da parecchio avevo visto che tra l'una e le due della notte il sistema funzionava a singhiozzo ma la cosa non mi disturbava più di tanto, dato che raramente ne usufruivo a quell'ora. Negli ultimi giorni però l'accesso al blog è difficile o impossibile anche in alcune ore diurne. Siccome non ho visto ne ricevuto alcuna comunicazione in merito e il fenomeno è generalizzato, vorrei sapere se state aggiornando qualche presidio tecnico e eventualmente per quanto continuerà questo disservizio.
Cordiali saluti

Diego911"


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sul blog del MerdaDay alle 23:20 11 Commenti

A grande richiesta: roba che gira

A grande richiesta - perché lo scomodo invito arriva da Principe, Elle e Dada(Umpa).

Roba che gira - perché si tratta dell'ennesima catena sguinzagliata nella rete da qualche sondaggista pigro o sai te cosa. Stavolta sono domande che riguardano la musica.

E allora andiamo.

...

Ma io di musica ne scrivo già, ogni tanto. E lo sanno tutti chi ascolto di solito. Sicuri che ne volete leggere ancora? A vostro rischio.

Che poi se uno è abituato fin da piccino ad essere oggetto di scherno per i suoi gusti musicali, queste cose non le digerisce molto. E quel detto che i gusti non si discutono per me non ha mai funzionato. Ad un certo punto uno se ne può anche bellamente fregare dei commenti altrui. E' un passaggio successivo sulla strada della sopravvivenza e dell'autostima. E poi avevo scoperto che me ne potevo fregare anche del resto, per esempio delle lezioni di lettere al liceo. E allora bypassavo il mondo infilandomi gli auricolari nelle maniche della felpa e ascoltavo la musica dai polsi. Potrebbe essere anche una metafora: i fili al posto dei vasi sanguigni, il sangue rimpiazzato dalla musica. Ho il ritmo nelle vene. Certo, magari era Barbra Streisand che di ritmo aveva il suo. Ecco perché mi addormentavo e immaginavo coniglietti a spasso su prati innevati o passeggiate su scogliere! Il tonfo della testa sul banco e i bernoccoli mi riportavano alla realtà... pura commozione, insomma,  ...cerebrale.


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22/05/2005
Romanzo d'appendice per la casalinga infelice - 26

Indice

Lettura per tutti

E fu la visita inaspettata di Lou a turbare quella ritrovata freschezza. Clarissa fu colta di sorpresa da quell'arrivo improvviso ma in fondo avrebbe dovuto attendersi qualcosa del genere. Perché le questioni in sospeso erano diverse.

«Io non so spiegartelo, Mary Jo è importante ma non capisco perché non fai niente per...»

«Lou, risparmiami la storiella, te ne prego. A quanto pare hai fatto una scelta e io di conseguenza. Certo, potrei lottare, è questo che ti aspettavi vero? E invece senza di te posso comunque andare avanti. Se non riesci ad immaginartelo è un limite tuo.» Clarissa puntava i piedi sotto il tavolo della cucina mentre restava lì seduta. Lou che era in piedi continuava a gironzolare da un lato all'altro della stanza. «Il nostro matrimonio, a quanto pare, è finito parecchio tempo fa, e non ce ne eravamo accorti. Adesso siamo al dunque. E allora andiamo avanti, dico io.»

«Non ti riconosco, Clarissa. Sei così determinata e sicura. Mi vuoi punire?»

«No, Lou. Desidero un po' di quiete e di serenità. E' chiaro che non c'è molto su cui riflettere. E poi non hai intenzione di lasciare Mary Jo, dico bene?»

«Effettivamente.. beh, te lo dico: ho contattato un avvocato per informarmi sulle pratiche del divorzio.»

Clarissa ebbe un sussulto. Le sembrava tutto così estraneo alla sua vita. Quanta violenza in un colpo solo. Ma tenne duro. «Spero che la moglie non arrivi seconda anche in questo caso.»

«Avrai tutto quello che...»

«Se non ti dispiace adesso avrei da fare. Parlerò anche io con un avvocato e definiremo tutto quanto.» Clarissa improvvisò un'espressione concentrata su altro, più importante di quella conversazione che la consumava.

«E poi dimmi Lou, dimmi una cosa. Se io mi facessi in quattro per fare un tentativo, per ricostruire qualcosa... In questo caso cosa cambierebbe?»

Lou non ebbe molto di che rispondere e se ne andò più confuso di quanto fosse all'arrivo. Clarissa rimase sulla soglia della porta mentre si allontanava. Rimase lì imbambolata fino a quando si ricordò cosa doveva fare:«Una lista! Non per la spesa, no no signora mia!» Raggiunse il tavolo con carta e penna, parlottando da sola. Scrisse che doveva vendere la casa, che doveva cercare un avvocato... e che c'era la Festa d'Autunno da preparare. Aveva voluto partecipare e adesso quasi se ne scordava. Decise di telefonare a Mary Ginger che aveva il controllo della situazione e l'avrebbe aiutata a rimettersi in riga, tenendo fede ai suoi nuovi impegni.

Ventisettesima parte


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20/05/2005
Frankenstein

Non lo so come ho fatto ma questa mattina mi sono sbrindellato una gamba. Quando la sveglia ha suonato alle sei meno un quarto, ho aperto gli occhi e sono rimasto un momento imbambolato. Poi sono riemerso dal piumone e lì c'è il momento di buio: ho perso la coordinazione o forse ci ho messo troppa foga, fattostà che mi sono scarnificato un ginocchietto piccino che non aveva fatto del male a nessuno. Sbrindellato e sanguinolento sono arrivato in bagno in cerca di cerotti e magari anche una benda. Che dolore bestia, però. Appena sveglio, nemmeno il tempo di cominciare la giornata e già faccio danni. Adesso sta uscendo anche la chiazza blu sotto i cerottini con gli animaletti disegnati. Perché se ci sono gli animaletti disegnati fa meno male, lo sapevate?


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19/05/2005
Chi ha paura del cancro?

 Eccone un'altra, dice qualcuno. Tanto pare frequente. Ma in che senso? Frequente il cancro al seno o frequente che una protagonista dello showbiz ne parli? Difficile non farlo, difficile rinunciare al rapporto con i fan, il loro affetto e il loro appoggio.

E così Kylie Minogue ha interrotto il suo tour di fronte alle esigenze delle sue condizioni di salute. Le serate del tour sono ufficialmente postdatate per lasciare posto ad un'operazione chirurgica.

Alcuni giorni fa,  dopo la conferenza stampa il sito di Kylie Minogue ha subito un vero assalto, soprattutto di fan, che l'hanno mandato in tilt. Una valanga d'affetto e di -inutile nasconderlo- curiosità.

Certo Kylie Minogue non è la prima. Recentemente, anche la cantante statunitense Anastacia, che gode di buona fama in Europa, si è dovuta fermare per un po', anche lei si portava appresso un cancro al seno. Anastacia aveva dalla sua una certa grinta, per così dire, abituata alle magagne fisiche che la accompagnano da sempre. E dopo la malattia è più che lecito aspettarsi un nuovo disco, per dire "ehi, ce l'ho fatta! Sono ancora qui a lavorare!". Ma allora c'è gloria o no in queste donne? Sì, perché il decorso della loro malattia è simbolico e rappresentativo, essendo in vista ed avendo a disposizione i media. No, perché sono privilegiate, perché per motivi di lavoro (e di contratto) sono continuamente monitorate e hanno denaro sufficiente per permettersi cure ottime e tempestive. Insomma, a sentire certi discorsi in autobus sono delle megere sfacciate che ti sbattono in faccia il loro conto corrente. Io non la vedo in questi termini. I personaggi dello showbiz sono abituati a spendere e spandere a prescindere dalle loro condizioni di salute.

Olivia Newton John

Di sicuro non si può che ammirare Olivia Newton John. La storia della sua malattia (era il 1992) è arrivata in altri tempi e per le sue caratteristiche personali è stata di grande impatto. La compostezza e la voglia di essere presente l'hanno spinta ad essere d'aiuto per chi soffriva come lei.

Dopo la chemioterapia Olivia si prese un lungo periodo di riposo da cui riemerse con un disco in cui si raccontava.

Forse banalmente Olivia utilizzò anche in seguito la sua immagine pubblica per sensibilizzare il pubblico, in particolare sulla diagnosi precoce del tumore. E l'anno scorso, a 56 anni, si è spesa in un lungo tour tra Australia, Asia e Nord America.

 

 

 

 

 

 


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18/05/2005
Ninna nanna

Oggi pomeriggio ero un po' fiacco ma tranquillo. Poi l'umidità è aumentata e mi sono stufato, fino a questo momento in cui mi sento spossato, un po' incazzato e nervoso. Ho di fianco una tazza di camomilla che dovrebbe spingermi fino al letto. Eppure non è successo granchè per arrivare a questo punto. Penso sia solo l'umidità che mi innervosisce. Sarà questa cappa ingombrante, di aria satura coi pensieri che non si spandono e ristagnano. Sono stanco di pensare alle solite quattro o cinque questioni che mi accompagnano ogni giorno. Ogni tanto qualcuno in un oroscopo o in una telefonata azzarda l'arrivo della fine, un nuovo inizio o magari una sorpresa gradita. Ma con quest'aria qui, immobile, farebbe fatica ad arrivare anche Mary Poppins, con l'ombrello arenato in una nuvola di umidità.

Allora bevo l'infuso di camomilla e aspetto.

Dovrei essere un po' più costruttivo nei miei pensieri. Fare ordine e lasciare posto a nuove cose. Nel frattempo, però, sto recuperando una vaga dimensione sociale, cioé ho fatto qualche nuova conoscenza (e dai e dai e dai) stando a contatto con esseri umani sani durante le attività che mi impegnano, come il corso per Defenestrati dalla Vita. Da qui ad avere nuove amicizie ce ne passa, ma almeno sento meno il vuoto cosmico che mi è rimasto dopo la dispersione delle vecchie amicizie.

Devo ammettere che potrebbe anche essere un problema di fiducia nel prossimo, in generale. Un po' lo snobismo, un po' lo stato di abbandono che non mi sono voluto riconoscere dopo traslochi e malattie... insomma, roba da tempi lunghi, lunghissimi. Infatti questa è stata un'altra variabile mai sperimentata, e cioè come a volte la vita ci metta secoli a cambiare o a dare il presagio di un cambiamento.

Adesso che effettivamente sento un movimento - nonostante la giornata appiccicosa - dovrei compiere un nuovo sforzo di volontà, un colpo di reni e op, op, su ben duro! Ma chi glie la fa con questa stanchezza e questo affanno? Di primo acchtio mi proporrei di indurmi degli stimoli, magari grazie a qualcuno intorno, ma non ho mai creduto a questo tipo di stimoli. Se mi devo svegliare un po' mi devo arrangiare. E sbuffare un po' meno, e sentirmi un po' meno stanco.

Ho perso di nuovo la regolarità nel dormire. Ogni giorno mi sveglio ad un orario diverso a seconda degli impegni. Ecco, vorrei svegliarmi sempre alla stessa ora nei giorni feriali, forse vorrei una routine di cui lamentarmi, un rassicurante monotonia con lasci spazio agli imprevisti del caso. E invece ho solo gli imprevisti che si accavallano, prolassano e le mie giornate diventano fisarmoniche impazzite che sembrano non finire mai e iniziare continuamente.

Adesso sbadiglio. La camomilla o la stanchezza si stanno impadronendo di ybgie65htuf v483...

 


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sul blog del MerdaDay alle 23:45 Commenta:

Problemi di accesso

Non riesco a vedermi il blog. Ci sarà qualche intoppo sul server o forse è in corto circuito l'html. Perché comunque riesco a scrivere...

Idee?


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sul blog del MerdaDay alle 15:59 6 Commenti

Ero disinformato

Per aver messo sullo stesso ipotetico livello "Iron Ladies" e "Romy & Michelle". Ero disinformato e non sapevo quello che dicevo.

A parte i titoli di coda della thai-commedia che mostrano i veri volti dei veri atleti della vera storia da cui muove il film il resto è grossolano, ingenuo e piuttosto noioso. Che dire, è thai-cinema, diamogli tempo. Impossibile dire se questo dipenda da una certa visione dei gay in Thailandia, non ne ho riscontri diretti. Ad ogni modo il film si potrebbe riassumere in "Licia Colò VS A Wong Foo, grazie di tutto...", infatti i travestiti si perdono in un film che sembra uno dei reportage di Alle falde del Kilimanjaro, trasmissione turistica di raitre con l'intramontabile Licia.

Una cosa che mi lascia spesso perplesso è questa: quando si ha la fortuna di avere tra le mani un bel soggetto cinematografico è un peccato vederlo sprecato, perché non si hanno infinite possibilità per produrlo, giusto? Ecco.


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sul blog del MerdaDay alle 00:09 7 Commenti

17/05/2005
Solo per noi shampiste

E' finalmente uscito in videocassetta e dvd in una videoteca poco distante "Iron Ladies".

La commedia tailandese è tratta dalla veria storia di una squadra di pallavolo tailandese formata da gay, transessuali e travestiti. Il film del 2000 ha faticato a trovare canali di distribuzione, a occhio. Da quanto ne so è carino, ma devo ancora vederlo. La critica parla di macchiette e comportamenti abusati, cose già viste. Sarà.

Sarà, ma di film tailandesi non ne vedo spesso. E nemmeno di film sulla pallavolo.

E anche Romy e Michelle pareva un filmettino da poco, e invece è stato così istruttivo! Una bibbia, praticamente.


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sul blog del MerdaDay alle 16:59 3 Commenti

16/05/2005
Sbadiglio

Questa mattina mi sono svegliato alle sette, ho comprato il giornale e ho fatto colazione. Poi non mi ricordo quasi niente. Forse, ecco, un treno, un po' di umidità, i pollini a fiocchi e un piede che duole dentro la scarpa. E una bottiglia di té verde freddo (!) che rotola per terra.

Ho dormito poco, ho dormito male. Stanotte cercherò di dormire meglio (di più è difficile).

Ogni tanto non ho niente da fare, ogni tanto non ho un momento. Esisterà una via di mezzo?


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sul blog del MerdaDay alle 20:23 6 Commenti

15/05/2005
Romanzo d'appendice per la casalinga infelice - 25

Indice

Attenzione, la lettura da parte di minori dev'essere accompagnata dalla presenza di un adulto

«E chi c'è adesso...»

Clarissa scivolò fuori dal letto mancando una ciabatta e zoppicò fino al telefono che squillava. Aveva l'impressione che anche prima avesse trillato ma nel dormiveglia si era raccomandata di non rispondere.

«Sì?»

«Ciao Clarissa, ehm, disturbo?» Era Ernst.

«N-no, come stai?» La mandibola intirizzita dal sonno era impossibile da occultare.

«Bene, ma volevo sapere di te, se puoi parlare. Come va?»

«Intendi con Lou? Lou se n'è andato.» Lo realizzò un po' anche lei mentre lo diceva.

«E' partito di nuovo?» Ernst era stupito e si accese nel rispondere.

«E' partito per sempre. Ha un'altra.»

«Clarissa, cosa stai dicendo?»

«Quello che ho detto. Ci siamo lasciati.»

«Vuoi che vengo lì? Hai bisogno di qualcosa?»

«In effetti... mi mancano parecchie cose ma uscirò dopo per fare la spesa.»

«Quindi non...»

«Quindi vieni. Ti aspetto.» Senza attendere la risposta Clarissa appoggiò il ricevitore. Era annebbiata dal sonno, dal risveglio repentino e dall'improvvisa e continua coscienza di quanto era successo negli ultimi giorni. Se ne rendeva conto e poi quasi ne perdeva la consapevolezza. Vedere Ernst l'avrebbe aiutata, chissà perché.

Ernst non ci mise molto ad arrivare, giusto il tempo della toilette di Clarissa. Il rumore della chiusura della porta del pick-up la risveglio completamente mentre si affannava a riordinarsi. Dal corridoio lo vide entrare in casa, con la tuta blu da lavoro e un segno scuro sotto un occhio. Non aveva certo perso tempo.

Ernst si blocco appena entrato e Clarissa, senza una parola gli corse incontro trovando le sue braccia che la accolsero. Si lasciò stringere per un millennio o poco più, e poi si consumarono in un bacio che riavviava le loro vite, sospese per tutti quei giorni.

«Temevo che il ritorno di Lou...»

«Non parlare, Ernst, non parlare e stringimi.»

Ernst la raccolse da terra e la portò in camera da letto e finalmente riconquistarono la loro intimità che a Clarissa sembrava così lontana fino a poco prima. Clarissa sentiva il respiro di Ernst che accelerava e il suo che lo inseguiva e poco dopo che lo precedeva. In quell'affanno Ernst era scivolato più in basso e Clarissa si aggrappò alla veste da notte, un sipario che si sfrangiava e si sollevava e poi spariva per quell'atto che la vedeva in scena, finalmente, di nuovo. "Era ora" pensò. Ernst agiva senza ambiguità e con la serenità di chi aveva compreso cosa desiderava. Si riappropriò di ogni anfratto del corpo di Clarissa, che fece altrettanto in quell'appassionata mattina di fine estate.

Nessuno dei due riesumò quell'angosciosa telefonata che li aveva separati giorni prima. Era chiaro che adesso c'era già pronta una nuova vita per entrambi. Clarissa però iniziò ad interrogarsi sulla possibilità di raccontare qualcosa a Lou, che si era accollato la responsabilità e il senso di colpa. Decise che ci avrebbe pensato a mente fresca, con calma.

«Lo so che potrebbe essere un'idea balorda e certo fuori luogo, ma che ne diresti di avvicinarti di più al paese?»

«Ernst, non ti nascondo che nella girandola di pensieri di questi giorni ho messo in conto anche questo, ma voglio fare le cose con calma. Non me la sento di affrontare tutto con leggerezza.»

Ernst, con uno sguardo vagamente infantile, annuì. Forse un po' deluso.

Clarissa lo accompagnò fino al pick-up quando fu il momento dei saluti e si premurò di non lasciargli altro da pensare in quella giornata, ricoprendolo di affetto. Rientrando in casa guardò il cielo e gli alberi e la valle e pensò che forse la vita è una staffetta e lei ne era testimone. Quasi rise per essere così sciocca. Anzi, rise proprio perché finalmente si sentiva di nuovo in forma!

Ventiseiesima parte


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The ultimate rendez-vous (Incontri definitivi)

"A 35 anni o scoppi o muori". Con questa frase l'Amica del Sabato si dà coraggio quando viene colta dalla pigrizia o dal timore di sbagliare. L'abbiamo sentita pronunciare a una donna in un negozio di intimo mentre conversava con un'amica sul fatto di non essersi ancora sposata. Oggi non ho incontrato l'Amica del Sabato. Oggi non ho incontrato nessuno perché non ne avevo voglia. Ho trafficato un po' cercando di ridare una sostanza a questa settimana che è finita senza che me ne accorgessi. Mi accorgo che è venerdì se il venerdì sera non esco? Mi accorgo che è inverno se non festeggio il Natale o il Capodanno? Vecchi ragionamenti questi, che secondo l'esperienza portano solo a una vaga malinconia per il tempo che passa.

Perché bisogna tenere il conto dei giorni. Un astrologo quotato ha detto che sarà impossibile per un nato con Sole in Gemelli essere ancora single una volta terminato il mese di maggio. E allora forza! Aspetto le quotazioni dei bookmakers. Chi dovrei incontrare? Quale dovrebbe essere la telefonata che mi risolve la giornata?

Sono fiducioso nel fatto che dimostrerò che l'astrologo si sbaglia...

Però non posso negare che l'aria sia cambiata. Intorno a me, intendo. Per esempio al corso per Defenestrati dalla Vita, che è utile come -completa tu con una metafora a piacere-, si stanno sviluppando ancheggiamenti e occhiate, scambi di numeri telefonici e indagini. Nel frattempo continuo a concentrarmi su la mia prima scelta, il famoso Portatore Sano di cui scrissi tempo fa. Il resto è un marasma di futuri colleghi Defenestrati e poco interessanti se non dal punto di vista antropologico.

Ad ogni modo ho concluso l'esperienza del profilo presso la comunità virtuale volta a incontri ravvicinati con aspiranti mariti o amanti o amici... L'ho conclusa con la soddisfazione di averci provato superando i miei pregiudizi a riguardo di questi servizi. Devo convenire con chi ne sottolineava la praticità. Però ho avuto una conferma che mi riguarda. Sono decisamente sopra le righe, a prescindere dal fatto di essere gay. Sono, per così dire, un tantino originale, che date le premesse non significa effemminato ma proprio fuori di zucca. Cosa che è apprezzata dalla stampa quando sei una cantante capricciosa, ma lo è molto meno quando sei uno qualunque.

E allora non mi so trattenere, mi scappa proprio.

Tutto questo mio ragionamento non lo interpreto come il manierismo di un disadattato ma come una constatazione amichevole: a malincuore, dopo lo scontro, avrò torto o ragione e lo realizzerò mentre scarabocchierò le sagome delle auto.

Nel dubbio sottoscriverò un'assicurazione kasko, che fuor di metafora non so cosa rappresenterà.


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sul blog del MerdaDay alle 01:17 5 Commenti

13/05/2005
Paese in saldo: dalla vendita alla svendita

(Chi mi conosce lo sa, ogni tanto ci provo a spiegare l'economia.)

E insomma la crescita del Prodotto Interno Lordo nei primi mesi del 2005 passa al negativo. Cioé nei primi mesi dell'anno si è prodotta meno ricchezza che nello stesso periodo 2004.

Di conseguenza la previsione fatta dal Governo lo scorso anno si allontana. La crescita prevista era del 1,2% e invece più probabilmente sarà dello 0,3%.

Cosa succede, quindi? Siccome il famoso parametro del 3% riguarda il rapporto deficit/Pil, se il denominatore della frazione diminuisce, a parità di numeratore (il deficit) il risultato della divisione aumenta. Prevedere un Pil più alto significa un rapporto più basso. E viceversa.

Ma nonostante il tentativo di decontestualizzare il fatidico 3%, sappiamo che ad un livello alto è un numero che riguarda l'Integrazione Europea, cioè il tentativo di assomigliarci tutti un po' di più in Europa così non ci combattiamo più con i carri armati. Ad un livello intermedio il rapporto del 3% serve a indicare un obiettivo in modo che chi partecipa all'Unione Monetaria (i paesi in cui circola l'euro) non si allontani troppo dagli altri, diminuendo le tensioni che causerebbero degli shock in alcune zone.

Ma vuoi proprio dirmi che questo rapporto tra deficit e pil è così tignoso? Sì e no. Sì per l'Italia, perché altro numero di riferimento in questa passeggiata comune è il Debito Pubblico. Il debito pubblico italiano è più del 100% del prodotto interno lordo. Significa che stiamo messi male in questi affari qui. La regola è che questo debito deve tendere al massimo al 60% del pil. Quindi se ci sono due valori da rispettare e sgarriamo già in uno e di tanto... fate un po' voi.

Come si arriva a questo punto?

Il Debito Pubblico è storia vecchia, una cartolina che torna da un po' con le allegre facce balneari dei politici di una volta. Il Deficit è un flusso annuale di soldi spesi, quindi anno dopo anno si vede quanto si spende. Certo che se si spende 100 in un anno è difficile pensare di spendere 50 l'anno dopo.

Perché si arriva a una crescita negativa, cioè non solo non si cresce ma si torna indietro?

Perché da qualche anno c'è un certo stallo nei palazzi del potere. Da un lato l'inefficacia dell'azione del Governo. Responsabilità doppia, direi. Una perché ha fatto poco e tardi. La seconda perché con la giustificazione di dover fare tanto e in fretta ha svilito il Parlamento (e quindi il dibattito tra i rappresentanti eletti) con strumenti che si chiamano decreti legge, cioè il governo si appropria del potere legislativo. Che non è suo e dovrebbe essere una procedura estrema e d'urgenza, invece è diventata la regola.

Nel frattempo uno squallido ometto (Tremonti) che viene dal mondo della contabilità, ha abbozzato alcune ideuzze per fare cassa (condoni, cartolarizzazioni che sono vendite di edifici pubblici...). Senza entrare nel merito dei singoli provvedimenti, è facile intuire che sono azioni che durano poco. Oggi si raggranella qualche soldo, ma domani siamo punto e a capo. Ed eccoci al punto. A capo di andremo un'altro giorno. Perché gli interventi che avrebbero dovuto ridare credibilità alla finanza italiana sono arenati e forse è meglio così, piuttosto che vedere altri provvedimenti frutto del ricatto dei singoli pesi elettorali come quello sulla competitività che servirebbe a rilanciare le imprese.

Ma perché nessuno ha detto niente? Qualcuno qualcosa la diceva, ma c'è stata un'idea più semplice e vicina alla quotidianità che ha blindato le conversazioni da bar su un'unica questione: l'Euro, moneta stronza causa di tutti i mali. Ancora in queste settimana Tremonti, ora Vicepresidente del Consiglio dei ministri, la racconta. "E' colpa dell'euro" è diventata interiezione preferita da grandi e piccini quando c'è da mettere mano al borsellino. Questa fanfaluca non mi metto nemmeno più a spiegarla, perché è una castroneria.

Vorrei invece dire due parole sulla Confcommercio: il presidente Billé in questi giorni intima il Governo di fare qualcosa per rilanciare l'economia. Caro presidente della Confcommercio, cominci lei, che tre anni fa stava sempre in televisione a dire che non era vero che i suoi commercianti affiliati aumentavano i prezzi senza tanti scrupoli. Dia il buon esempio, per una volta.


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sul blog del MerdaDay alle 15:42 4 Commenti

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