9 9mbre: MerdaDay
Una ricorrenza inventata in un mondo stralunato

28/02/2005
Concentrandosi
Sono andato a fare due passi lì in fondo. Dalla finestra si vede. Oggi si vede anche il Pasubio, e anche il Grappa. Sono andato a fare due passi perché sono stanco dell'inverno, allora volevo vedere se davvero non ci sono accenni di primavera, oltre alle giornate gelide che si allungano. Ho passeggiato un po' lungo il canale (non è un fiume, è proprio un canale) e poi sono arrivato lì in fondo. Dove? Lì. C'è un ciliegio che non fa ciliege da tantissimo tempo. Da almeno dieci anni. Ogni anno però si riempie di fiori e mentre gli altri ciliegi snocciolano frutta, quello continua a fare fiori. A volte sono dei fiori enormi. Ma di ciliege nemmeno l'ombra. Quel ciliegio ha un'altra caratteristica. Sente il cambio di stagione prima degli altri ciliegi, come dire, li anticipa. Allora mi ci sono arrampicato e mi sono seduto su un ramo. Ho allungato il braccio e mi sono avvicinato un ramo più piccolo e sottile. Lo sapevo: ho trovato le prime gemme. Gli altri ciliegi invece stanno ancora nel pieno dell'inverno. Niente di niente, insomma. Ma almeno mi sono rincuorato, perché la primavera non è più tanto lontana.
Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 17:08 6 Commenti

Sono tempi strani questi...

...in cui un chilo di zucchine costa più di un chilo di "decorosi dispositivi per signora".


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 12:52 6 Commenti

Carovana

clicca sull'immagine per ingrandirla (43kb)

Per il momento è ancora tutto IN FORSE ma...

Lunedì 14 marzo dovrei essere a Milano. Siccome è -per l'appunto- lunedì pensavo di fermarmi anche il sabato e la domenica precedenti. Ho mandato una bella lettera elettronica agli amici extra-blog che abitano da quelle parti. Che tardano a rispondermi - detto a margine. E' da parecchio tempo che non vado a Milano. L'ultima volta che ci sono andato si vedevano le montagne perché era una bella giornata trasparente e la città sembrava meno grigia e giallognola del solito. Invece il prossimo weekend dovrei andare a Verona per gli "aperitivi letterari" che contribuiscono alla Festa della donna organizzata dall'assessorato locale alle pari opportunità. Credo che ci andrò con alcuni blogger trappolari. In più dovrei rivedere la Massaia di Avesa e Mardin. E poi, e poi, verso la fine di marzo di nuovo a Verona, per la Fiera della Massaia, ma su questo mancano ancora dei dettagli. In tutto questo spero che la temperatura si rallegri un pochino.

Allora ho guardato per la prima volta il sito del Low Cost ferroviario, TrenOK, dove ho capito che le tratte attive non mi interessano, anche se un banner lampeggiante mi informa che "manca un solo giorno" ad una nuova sorpresa. Chissà cosa sarà...


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 11:24 6 Commenti

27/02/2005
Romanzo d'appendice per la casalinga infelice - 16

Indice

Lettura per tutti

«Samantha.»

«Ted.»

«Samantha.»

«Dimmi, Ted.»

«Ti devo dire che… è così difficile per me.»

«Ted, parla. Parla!»

«Ti devo dire che…»

«Oggi puoi chiamare in tutto lo Stato pagando solo lo scatto alla risposta. Informati al.»

Clarissa spense la televisione. Si infilò le pantofole e si levò dalla sedia. Dopo essersi assicurata che lo sportello del frigorifero fosse ben chiuso andò in corridoio appesa alla lucidatrice. Infilò la presa e affogò nel rumore. Navigava senza espressione da una porta all’altra mentre reggeva il filo elettrico scavalcandolo ogni tanto. Il telefono stava squillando. Almeno aveva questa impressione, ma non riusciva a staccarsi dal ritornello dell’elettrodomestico. Si fermò e strattonò il filo fino a staccarlo dalla parete. Controllò di non aver lasciato segni sul pavimento e sospirò. Andò in bagno dopo essersi infilata i guanti ed aver recuperato le spugne. Questo nuovo prodotto anticalcare non era molto aggressivo. Però l’odore non le causava emicranie come l’altro. Il telefono stava squillando, questa volta era vero.

«Nemmeno il tempo di sciacquare!»

Corse all’apparecchio e rispose con la cornetta che grondava schiuma. Meglio, chissà quanti batteri sostano su di un telefono.

«Clarissa, sono io.»

«L-Lou, tesoro, dove sei?»

«Stiamo chiudendo la baracca. Siamo dannatamente affamati, sai? Mi manca proprio il tuo pollo. Non vedo l’ora di tornare e riabbracciare la mia Issa. Come te la passi? Ti sei annoiata tutta sola? Hai sistemato lo steccato?»

«Tutto benone, Lou. Lo steccato ho cercato di rimetterlo in sesto. Si è asciugato in fretta. Ma pensi di tornare oggi?»

«No, Issa. Stasera restiamo tutti per una cena e dormiamo ancora qui. Torno domani, come da programma. Dai, che manca poco. Non è vero?»

«Già, proprio così. Adesso vado che altrimenti il detersivo si mangia i rubinetti. Sii prudente, eh?»

«Stanne certa. Ciao.»

«Ciao. Ciao.»

Nemmeno il tempo di riagganciare che il telefono già squillava nuovamente.

«Sì?»

«Clarissa, tesoro, te lo ricordi l’appuntamento, vero? Lo sai che qui per un ritardo succede la fine del mondo, sai? La fin-ne!»

Clarissa trasalì. Eppure le sembrava di esserselo scritto. Guardò in fretta sul calendario, in cerca di una nota con scritto "patty". Merda! L’aveva segnato la settimana successiva.

«Certo. Allora qua-quando vengo?»

«Tra un’ora che se mi arrivi in anticipo lo sai che non ho molto posto. Solo la piega, vero?»

«Sì.»

«A dopo, allora.»

«A dopo.»

Tornò in bagno velocemente e sciacquò il lavabo. Dov’era finita la sua testa? Si guardò allo specchio per sincerarsi di averne una.

«Merda, merda, merda!»

Lasciò il bagno così com’era, si tolse i guanti e andò in camera da letto. Come aveva fatto a dimenticarsi dell’appuntamento dalla parrucchiera? Come avrebbe fatto a terminare di rassettare la casa? Amen. Niente domande. Tornò in bagno e lo pulì alla buona ma energicamente. Fece qualche conto a mezza voce sugli orari. Ce l’avrebbe fatta a fare tutto. Basta con queste lagne. Sarebbe stato sufficiente accelerare la messa in piega, magari facendosela fare da quella nuova ragazzina che era più rapida di Patty, che si perdeva sempre in mille pettegolezzi. Si cambiò, una rinfrescata e via in auto.

Diciassettesima parte


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 22:54 Commenta:

Acchiappafantasmi

Il disco di vinile dev'essere ancora da queste parti, mi pareva fosse subito dopo quello degli Spandau. Se lo dev'essere ripreso mia sorella, d'altra parte l'aveva comprato lei. Aveva visto il film "Gli acchiappafantasmi" al cinema e poi aveva acquistato la colonna sonora. Invece io ho conosciuto la colonna sonora prima del film, perché l'ho visto qualche tempo dopo in tivù. Della colonna sonora non ricordo niente, a parte la canzone più nota. Invece mi ricordo bene quando nel il film si preparano alla fine e in un appartamento si incontrano Sigourney Weaver (Una donna in carriera) e Rick Moranis (Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi) che si salutano dicendosi "Io sono il mastro di chiavi" e "Io sono il guardio di porta". Dopodiché arriva Gozer il Gozeriano, Gozer il Distruggitore e nessuno deve pensare a niente, altrimenti...

Gozer il Gozeriano

 

A quel punto il film fa il suo corso. Quello che mi è rimasto impresso era l'idea di non dover pensare a niente. L'idea di stabilire che non si debba pensare a niente per un momento. Pena l'arrivo del mostro, di Gozer, il Gozeriano e il Distruggitore, sotto forma di testimonial pubblicitario, in quel caso. Il povero Winston non ce l'aveva proprio fatta a non pensare a niente e alla malparata ha preferito pensare a qualcosa di innocuo. Non sono mai riuscito a dare torto a Winston. Altrimenti cosa distingue l'essere umano dalle donnette nell'acceleratore nucleare di stacchetti televisivi?


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 19:19 4 Commenti

26/02/2005
Heidi a Roma si butta nell'imprenditoria dopo un viaggio catartico

Je crolla er mento!La giovane Heidi è ritornata tra le vallate alpine dopo la vacanza a Roma, che l'ha profondamente cambiata anche nell'accento. Carica di idee per il futuro parte alla volta di Atlantic City per il concerto del suo idolo: Christina Aguilera.

Affronta il viaggio con la bionda amica Clara, mentre il Nonno è in vacanza a Cuba e Peter deve rimanere alla baita per dare da mangiare alla capretta Fiocco di Neve.

Al momento dell'imbarco sull'aereo decidono di mettere Clara in stiva, perché non si vuole separare dalla sua sedia a rotelle.

Heidi a Roma: Gnente gnente t'annoi e poi te vengheno le paturnie. Magari vedi de dormi'! Conta le valiggie.

Arrivate ad Atlantic City, le due giovani si recano al palazzetto dello sport per il concerto. La sorveglianza all'ingresso è severa e Heidi si spazientisce con la guardia.

Guardia: You might leave here your camera, m'dame. (Dovrebbe lasciare qui la sua macchina fotografica, signo')

Heidi a Roma: Capito Clara, che sicurezza! C'hanno puro la stanza pe' lla Madama, che poco poco te fregheno quarche ccosa fai 'na denuncetta rapida! Clara! Dije che so' proprio 'rganizzati bbene. E 'nnamo, va'!

Christina Aguilera canta, tra le altre canzoni, Car Wash tratta dal film Shark Tale. Heidi si illumina e sulla via del ritorno riflette.

Heidi a Roma: Sai che sto a penza', Clare'? Che mo' a Roma ce torniamo e apriamo n'autolavaggio. Mica la solita minchiata, Clare'! Famo 'na robba sexy, co' ll'omeni che se strusceno e 'na bombardata de musica. Però ce serve n'investiménteno. Eh sì, Clara, perchè prima te devono croma' la sedia, artrimenti te rugginisci com''er papa.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 17:18 5 Commenti

A far l'amore sui tronchi come i castori

Le serate eterne le capisco subito. Basta uscire presto e ricevere una telefonata.

Amica del Sabato: Allora? Andiamo a ballare?

Diego: Mi sono perso un giorno? Non era venerdì?

AdS: Mi passi a prendere?

D: Aaaa.... mezzanotte.

AdS:Undici.

D: ...e mezza.

AdS: A dopo.

Ci metto un po' a rendermene conto.

Interno, ore 01:00, luci violette e fastidiosi pelucchi sulle maglie.

Amica del Sabato: Cioè, dai, cioè, capito? Ho detto stop.

Diego: Certo.

AdS: Visto il nuovo taglio? Visto?

D: Modernariato locale, questa volta.

AdS: Anche in ufficio mi hanno detto che sto benone.

D: Spontanei. E poi cosa ti hanno chiesto?

AdS: Beh, ho fatto io il giro di commissioni.

D: Con la Panda aziendale che ansima sul selciato?

AdS: Sì.

D: Che spontanei, guarda il bonazzo con i pantaloni infilati dentro gli anfibi!

AdS: E' piccolo! Avrà... avrà... 22 anni.

D: Portati da cani, allora.

Il bello è che la mia serata è cominciata con un film al cinema alle 19. Se mi lasci ti cancello. Che mi è piaciuto. La telefonata dell'Amica del Sabato invece non me l'aspettavo. Oggi era venerdì! E il venerdì è ancora più sciroccata, tanto da pensare all'amore in camporella vedendo uno che parcheggia sulle aiuole. E per dirmi che pensava all'amore scomodo mi parla dei tronchi. La immagino da piccola che legge il libro sui castori di Richard Scarry. Il primo locale prometteva una serata anni '80, almeno stando al flyer con Madonna a quei tempi. E invece era musica elettronica d'essai. L'Amica del Sabato parlava del suo ex-fidanzato. Stanno avendo un ritorno di fiamma anche se lui resta confuso e continua a frequentare la sua psicologa. Alla faccia del transfert. Insomma, la musica faceva schifo e allora abbiamo realizzato che un chilo di vibratori costa meno di un chilo di zucchine e siamo andati da un altra parte. Ma era caro. Siamo finiti in un locale latino-americano abitato dagli amici di Grecia Colmenares. E' il set di una telenovela sudamericana e restiamo lì a doppiare gli appassionati di salsa che ballano in pista. Mi ami? Sì, ma il colonnello ci impedirà di fuggire dall'Argentina. Allora coltiveremo la terra. Vuoi un caffé? Resta per un caffé. Oddio Pablito, ci sono le guardie eccetera... E spunta il sonno. Via a casa. E' già sabato, che adesso è libero dato che l'Amica del Sabato l'ho vista di venerdì.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 03:53 4 Commenti

25/02/2005
Lo sapevate?

Il blog del MerdaDay e quello delle Massaie Veronesi sono stati citati da Panorama.

E vi dirò di più: la citazione riguarda Graziella, questo blog e il Romanzo d'Appendice in qualità di contraltare ai siti po*no. Graziella è santa, e non lo sapeva.

AGGIORNAMENTO: Gattostanco, ignaro scopritore di talenti, metteva un rimando sibillino al Romanzo d'appendice per la casalinga infelice già un annetto fa, in un intervento sul Diario dei Diari, blog ideato per la rassegna letteraria PordenoneLegge 2004 e in seguito troncato per poi lasciare posto ai blog dell'edizione 2005 del Festival.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 11:43 17 Commenti

Sulle tracce di un sex-symbol: Ivano Bariani

Fino all'ultimo non sapevo se sarei riuscito ad esserci. Però sapevo che ci tenevo, caspita se ci tenevo. Ivano Bariani e gli altri scrittori-animatori di Frenulo a Mano, rivista di letteratura fica presentavano presso La Feltrinelli il libro Best Off 2005 edito da Minimun Fax. Allora, nel caso, mi sono dato una sistemata prima di uscire e mentre mi lavavo i denti mi massacravo con la pinzetta. Corri, prendi il treno. Arrivo alla mia lezione di musica che sono riuscito ad anticipare mentre ridavo tono alla pelle con la maschera idratante. Dopo la lezione schizzo sul bus e arrivo con mezz'ora di ritardo alla presentazione. La saletta d'arte ospita parecchi ragazzi giovani seduti che ascoltano le letture dei giovani scrittori. Aspetto la fine, mentre mi distraggo guardando il libro di fianco a me "Custom cars" e penso alla trasmissione di Mtv "Pimp my ride". Finalmente è libero e lo punto. Ivano Bariani si sta alzando e sta per infilarsi la giacca. Lo devo braccare prima dell'assalto delle ragazzine. Penso a Jackie Joyner a Seoul nell'88 e corro. E' mio! Ho vinto l'oro e lo saluto, sorrido. Si ricorda di me dal festival letterario PordenoneLegge 2004. Bando alle ciance, estraggo il registratore e gli dico:"Adesso, se non le dispiace, le faccio qualche domanda per il mio sito, 9 9mbre: MerdaDay! Una decina di domande, va bene?" E lo incalzo. Lui accetta di buon grado, è umano e comprensivo. Sorride. Oddio, Ivano Bariani mi sorride. Ha dei denti bianchissimi e immagino che vada dallo stesso dentista di Anna Oxa, solo che lui non l'hanno ancora piastrellato. D'altra parte è giovane, dall'aspetto sano e forte. Controllo che non mi tremi la gambetta, per fortuna ho imparato a controllarla. Iniziamo a chiacchierare e registro, prendendo nota mentalmente delle sue espressioni. Intorno le ragazzine scalpitano al pensiero di averlo così vicino. Mi giro e sorrido a tutte: prima la stampa, carine! Non ho il cartellino ma è evidente che io sto facendo un servizio pubblico. Certo, un'intervista così è un piacere, però è meglio che la faccia io piuttosto che altri. Ivano Bariani è coinvolto dal mio incalzare, parla senza remore. E' terribilmente umano e così sexy. Una ragazza con una maglia arancione e verde (arancione e verde???) ancora appollaiata sulle sedie vuole scattare delle foto. Scopro solo dopo che è la fidanzata di Bariani. Immagino che sia plausibile di non smettere mai di scattare foto con un uomo così. Si smette solo in privato. Ivano Bariani è educato e gentile, la fama non lo cambia mi dico.

Con una serata così si ha bisogno di decompressione, di digerire un po' le emozioni. Una volta a casa accendo il registratore e inizio a sbobinare l'intervista. E' ancora tutto così fresco. Ivano Bariani, con il suo accento emiliano, mi rimane ancora un po' nell'orecchio e regala a tutti noi questa intervista.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 00:17 9 Commenti

24/02/2005
Abissi

Tra la grande città e il piccolo borgo c'è un abisso. In Italia questi abissi sono esattamente i luoghi dove sono custoditi gli attriti sociali, le meschinità e i fermenti. Mi riferisco al quel numero imprecisato di capoluoghi di provincia -paesoni e non- che puntellano (non punteggiano, ma proprio puntellano) il territorio. E allora pensavo: che sia mai stato venduto un biglietto ferroviario Belluno-Grosseto? O Caltanissetta-Avellino? O Cuneo-Macerata? Ve l'immaginate che viaggio? Su qualche littorina diesel strapiena con i fregi del trasporto regionale, i pendolari, le parlate e nel mezzo del percorso qualche super-treno moderno, semivuoto e abitato da hostess ri-educate e mufloni in carriera sempre pronti ad un'intervista di rai2. E poi di nuovo la littorina.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 12:41 3 Commenti

Dite a Ivano che l'ho voluto bbene

Oggi pomeriggio a La Feltrinelli di via S. Francesco, Padova, alle ore 18:00 si terrà la presentazione del libro "Best Off 2005" - il meglio della narrativa italiana underground - e interveranno alcuni curatori e autori della rivista Frenulo a Mano tra cui Ivano Bariani, Corrado Bedini, Andrea Falegnami e Simone Marcuzzi (guardare e non toccare, certificati eterosessuali).

E molto probabilmente io non ci sarò, perché è in concomitanza con l'unico impegno serio della mia settimana disoccupata. Sarò sfigato? Certo non andavo lì per la letteratura (chissene!)...


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 11:00 Commenta:

23/02/2005
Mercol'dì

Ci sono gli avanzi di neve in giardino. Sono illuminati dalla luna piena e sono fluorescenti. L'aria è pulita e il telefono sul tavolo vibra raramente. Non è una brutta serata là fuori. Però vorrei qualcos'altro. Vorrei essere in una grande città sul mare, d'estate. Uscire da un condominio, in una qualche via rumorosa e seguire l'aria marina. Magari ci sarebbe anche qualche odoraccio che ristagna, colpa del caldo e di quel cassonetto. Sarebbe pomeriggio e avrei dormito fino a poco prima. Camminerei a bordo strada, una strada stretta con dei palazzi piuttosto alti e risparmiati dal tipico bombardamento della seconda guerra mondiale. Mi raggiungerebbero gli schiamazzi delle signore lassù, quelli dei vecchi là in fondo. Una bambina con dei nastri nei capelli pedalerebbe velocissima nella direzione opposta e quasi quasi mi toccherebbe col manubrio. Mannaggia a te, bambina! Continuerei ad aggiustarmi gli occhiali che scivolano lungo il naso: occhialacci moderni, tutta plastica inutile. Tante persone che vanno e che vengono. Qualche auto parcheggiata ma tutti che si muovono poco a piedi. Due anziane siederebbero fuori da un negozio d'alimentari, su delle sedie impagliate duemila anni fa. Forse sono sedute lì dal tempo dell'Ultima cena. Mentre cammino sento la pavimentazione della via che espelle il calore, è come il getto dell'asciugacapelli e mi sale dai pantaloni a tre quarti. Avrei voglia di una granita ma preferirei continuare a camminare: tengo botta fino a là - mi direi. Perché magari là ci sarebbe qualcuno che aspetta. Qualcuno artistico, uno scultore o un cuoco. Prima di arrivare mi sarei accorto che i francobolli che ho in tasca si sono appiccicati al tessuto. Li avrei ritrovati qualche giorno dopo sul cestello della lavatrice.

Là fuori ci sono gli avanzi di neve e i ragazzi rumeni tornani in bicicletta dal bar passando qui sotto, belli pieni di birra. Non so se abbiano in corpo più birra o più sogni in questo momento. La luna è sempre piena, come poco fa. Il telefono non vibra più. Peccato. Adesso farò finta di avere un po' di sonno. Faccio solo finta, eh? Mica mi addormento davvero.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 23:10 2 Commenti

Sfoghi

(Questo è un intervento a norma FUNKULO!, lo sportello MerdaDay per i reclami moderni)

Era gennaio, ok? La sera del primo gennaio, un sabato sera. Per ricucire e riallineare l'inizio dell'anno vado a ballare, dopo la sera del 31 -verace leghismo trevigiano con un'amica, e io "O Felicia, dove cazzo ci troviamo?"

Avanti allora, andiamo a ballare in questa "splendida" discoteca. Là mi raggiunge un amico che di lì a poco si deve incontrare con un italiano emigrato a Londra che sta frequentando in quei giorni. L'emigrante ha una compagnia di amici che ultimamente vede poco con cui sta passando le feste. Il mio amico conosce solo l'emigrante. Io conosco solo il mio amico. Mezz'ora per presentarsi a tutti (inchino-bacino-soriseto-bacino-riverenza). Grossomodo tutti carini e tutti veneti, chi di Treviso, chi di Rovigo (Un gay di Rovigo? Uao. Una madre coraggio!).

Tra gli altri conosco un veronese, un figone veronese un po' bietolone, e subito, da dietro spunta il fidanzatino: una palla di acidità. Passa la serata e tanti saluti a tutti. A questo punto me ne sto tranquillo. Mi aiuterà il mio amico a ritrovarlo, giusto? Sbagliato, perché il mio amico è una gatta morta, e siccome l'altro se ne torna a Londra deve portare il lutto, e poi mica lo si può chiamare per chiedergli chissà che altro numero di telefono.

Passano i mesi, e siamo a fine febbraio. Secondo voi qualcuno ha mosso un dito? In teoria dovevo "darmi da fare" girando locale dopo locale in cerca dei brandelli di quella compagnia riunita in occasione delle feste natalizie... a te ghé capìo!

Non c'è niente da fare, se non mi mette i bastoni tra le ruote certo non mi aiuta.

Il veronese non ricordo più come si chiama, nè da che parte di Verona venisse. Ormai è un fantasma. Se avessi immaginato come sarebbero andate le cose gli avrei lasciato un numero, chiesto un recapito. Vatti a fidare...

-hai un tuo personale sfogo, un tuo FUNKULO? Scrivici perché la tua vita è una chiavica alla casella postale merdaday @ gmail . com


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 15:42 7 Commenti

Impianti

Hanno detto che aveva l'influenza. Una settimana a letto. Strano per un Pres Del Cons dotato di tutti i confort.

Poi, in tempo per l'arrivo di Bush in Europa, si mostra rigogliosamente capelluto e phonato. Mi chiedo quanto manca a vedercelo un po' più Jackson5...

Allora era vero "un milione di capelli per tutti".


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 14:41 2 Commenti

Aerosol

Con le trombe di Eustachio inchiodate è difficile restare incinta: non si sente niente.

Comunque ho capito perché lunedì sera mi parlavano e non sentivo niente e continuavo a dire "eehh??"

Ho i seni nasali intasati. Vedi cosa succede a fare gli svelti con l'influenza?


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 12:09 2 Commenti

Mezzenotti

Sirene (1990)

Questa sera ho un po' di malinconie. Ho letto gli archivi di qualche diario in rete che ho iniziato a leggere da poco e poi mi sono disteso sul divano. Ho acceso la tivù e ho guardato Ally Mc Beal. E' l'ultima serie, la meno riuscita ma ad Ally sono un po' affezionato. Poi ho pensato a quando guardavo Sex and the city. Ai tempi, i primi tempi, lo davano con un talk show che doveva contestualizzare, con la Pettinelli. Ridicoli, come se il pubblico italiano fosse composto di democristiani deficienti. Insomma, se uno guarda un telefilm che si chiama "Il sesso e la città" cosa si aspetta di vedere? Suor Germana? Vabbé. Adesso mi perdo.

E poi leggere gli archivi dei blog. E' strano, perché un conto è leggere le cose altrui man mano che vengono pubblicate. Un'altra è leggerle in differita, di nascosto, da soli e fuori tempo massimo... Mi sembrava quasi di invadere la privacy. Come se il tempo restituisse al diario on-line un carattere privato e non più pubblico.

Sono solo un po' annoiato, non è una malinconica depressione, è solo un po' di melancolia. La disoccupazione porta ad abbruttirsi, ad essere indolenti. Speriamo che sia veramente questione di pochi giorni.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 00:47 9 Commenti

22/02/2005
Breaking News

Coccoina, il famigerato Nuovo Taglio

C'era Elmo dietro la Coccoina-Connection del clan di Marsiglia. Ordinati centinaia di arresti.

 

 

 

 

Elmo testa su di sé il Nuovo Taglio di Coccoina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corre voce che presto verranno perquisiti anche alcuni appartamenti sospetti della Milano-bene.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 14:44 8 Commenti

Sospiri

Oggi sono tutto un sospiro! Non ne posso più, appena mi distraggo un attimo, sospiro. Non so nemmeno io perché, sarà tutta la neve che prima viene, disturba, poi la guardi e ti piace, ma già si scioglie e gli alberi se ne liberano, mentre quella sui tetti si ritira piano piano. Non sono mai contento!

Adesso bevo il caffè perché sono anche assonnato. In realtà so che cosa mi provoca in parte, questo senso di nostalgia, di aspettattiva, di 3x2 emozionale: ho recuperato il tema musicale del film "Il principe delle maree", quello che si sente nei titoli di testa e alla fine, mentre Nick Nolte attraversa il ponte per tornare a casa e pensa a lei, lontana e le è così grato per aver ritrovato la voglia di vivere. E mentre attraversa il ponte quelle parole gli salgono come una canzone, come una poesia, come una preghiera: Lowestein, Lowestein...

Una musica struggente che completa quel bellissimo tramonto meridionale. E poi mi ricordo che una parodia di questa scena c'era anche in una puntata del cartone animato "The Simpsons", in cui era Marge ad affezionarsi ad una psicologa.

La musica di certi film, più di altra musica, mi coinvolge. Perché i film posso farti essere qualcun altro, da qualche altra parte. E con la musica. Con la colonna sonora. La colonna. Che uno ci si può aggrappare. Vabbé, adesso il caffé l'ho bevuto, il pomeriggio è iniziato. Sarà meglio che mi metta a fare qualcosa, magari spengo la musica, così sospiro un po' meno.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 13:56 2 Commenti

Che numero sono

I am
p
Everyone loves PI

_

What number are you?

E tu che numero sei?

Test recuperato da qui


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 12:07 4 Commenti

La venticinquesima foto

Ancora? Dai che è l'ultima, dai che poi ti mancano...

Ultimo lunedì sera realvisceralista. Ancora mi chiedo come faccio a essermi imbucato in questo sordido giro di scrittori, lettori, aspiranti scrittori, aspiranti lettori. E io. Mai prima era stato così vicino alla totale mancanza di glamour. Sapevo che c'era gente che viveva così, ma trovarcisi di fronte... mio dio!

Ero un discotecaro, lo sono ancora, dentro. Le occasioni culturali non sono mai state la mia prima preoccupazione e non lo sono nemmeno ora. Ma si sa mai di conoscere un altro pesce fuor d'acqua.

Il problema è che si fa tardi, perché le letture degli autori si dilatano oltre le ventitré. E poi si va a sbevazzare. Il problema è che da una certa ora in poi riprende a nevicare, abbastanza fitto. Così quando devo tornare a casa pregusto l'indigestione di curve a freno-motore e slittatine. I solchi delle auto precedenti segnano la via, che non è perfetta. Infatti quello prima di me è passato sopra la banchina esterna della rotonda con le due ruote di sinistra. E così capita a me. L'auto perde aderenza, scivola lateralmente sulla destra per un secondo, poi si ricompone. Così ad ogni rotonda. Infiltrandomi nella campagna non riesco a capacitarmi che non siano ancora passati. Trovo un'auto di ronda, dei Carabinieri. Mi dicono, che sì, stanno per passare a pulire, ma che il lunedì sera è un momento bastardo e le due di notte sono un orario bastardo per spalare o spargere. Per carità, niente da dire, ma almeno la Via Aurelia la vogliamo ripulire? Vabbé, non sono messi meglio di me, loro, che fanno il turno di notte del lunedì, girando a controllare che la neve non induca in tentazione. Il problema è il ponte al semaforo. Devo girare a sinistra, in salita, al semaforo. Col vetro che un po' si appanna se non seleziono un'arietta bella spinta. Allora rallento, mi fermo, scalo in prima e lascio girare il motore al minimo. Senza sbandare salgo sul ponte e poi scendo. Subito dopo trovo un tale che ha ridefinito la fiancata della sua auto su quel ponte. Troppa foga. Mi fermo e chiedo se sta bene. Bestemmia affermativamente.

Una volta a casa mi affaccio alla finestra. E' buio fuori, insomma, è notte. Ma la neve è luminosa. Allora prendo la macchina fotografica, con il rullino da finire. Eppure è a ventiquattro l'indicatore. Ma non si è riavvolto. Allora mi appoggio, immobile, scatto la foto. E' la numero venticinque. Il rullino si riavvolge un po' rumorosamente rispetto al silenzio che entra dalla finestra ancora aperta. Però arriva anche il gelo. Chiudo e vado a letto.


Leggi tutto ""

sul blog del MerdaDay alle 11:14 5 Commenti

d