| Una ricorrenza inventata in un mondo stralunato | ||
30/12/2004 Occhietto socchiuso, palpebra appesa Yawn! Ve lo ricordate il cartone animato del mago pancione: Etcì? E la moglie: Sbadiglio...??? In questo momento potrei anche reincarnami in una cornamusa e non me ne accorgerei. FFFFFF Finalmente sembra che sia riuscito a ridisciplinare le porte usb del computer e così ho potuto recuperare la tastiera con la presa usb di cui sentivo la mancanza. Tra poco vado a dormire, lo so che per un essere umano è terribile andare a letto a quest'ora ma io mi sento un paramecio che vive in Italia col fuso orario di Israele. Vivo in anticipo sul resto d'Italia e uno dei pochi lussi che ho il tempo di concedermi è di seguire l'informazione della Cnn in chiaro su La7 alle cinque del mattino mentre faccio colazione. Ma nell'ultima settimana nemmeno quello, perché mi sono sempre svegliato un po' tardino e con calma, così sono riuscito solo a vestirmi e a prendere il trenino. A stomaco vuoto nel bel mezzo dell'arietta fresca mi sembrava di condensarmi in pochi centimetri quadrati, tanto era il gelo stamattina. L'asfalto ghiacciato è una gioia per le mie gambette che pedalano verso la stazione. Slit... slit... sliiiiit.... sdrànghete! Però non sono caduto, ho solo cecchinato un palo che sostiene la tettoia della rastrelliera delle bici. Almeno non ho perso il treno. E adesso credo di avere ancora qualche minutino di autonomia prima di crollare, prima che gli occhi si chiudano a saracinesca. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 19:27 2 Commenti Quanta allegria! Ultimamente gli interventi allegri sono rari. Scrivo poco, scrivo triste, trasformando questo blog da ameno rifugio a sportello reclami. Sono dispiaciuto per la mancanza di empatia con il resto della blogosfera, per il ritardo nel leggere i commenti... Mi dico che è solo un periodo, che passerà. Si tratta di aspettare, e nel frattempo sfoglio il calendario e l'anno sta finendo. Sono un po' stanco, un po' smunto, le occhiaie sono croniche e non è facile dedicare tempo alle cose. Così, in questa situazione a risentirne sono i passatempi, come il blog, che si impolvera come altri oggetti che riempivano i miei pomeriggi. E il blog in particolare mi manca, mi manca tanto. E mi mancano anche le idee a dirla tutta. Perché il debito di sonno causato dal lavoro è diverso da quello causato dal divertimento. Sono esausto e semplicemente penso poco. Sono un po' fuori dal mondo, mi sento come Julie Andrews affamata che guarda il grassone mentre mangia in pasticceria. Lui al caldo, dentro, sazio. Lei fuori, al freddo, affamata. Tutto questo in Victor Victoria, ovvio. E così anche io aspetto il momento del riscatto, quando sarò anche io al di là della vetrina a ingolfarmi di paste. Gnam Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 19:37 5 Commenti "..sob! Ancora viva!" ha detto l'aspirante suicida del lunedì mattina: un bel volo dal balcone al marciapiede. Troppo poco perché facesse in tempo a rivedere il film della sua vita e passasse al creatore. Così la quarantenne adesso è ricoverata con un misto di fratture e un po' di fastidio per essersi accontentata del secondo piano. Troppo poco per morire, abbastanza per permettere ai medici del'ortopedia di ospitarla per un po'. Secondo i suoi genitori soffre di depressione e quindi un po' si sono rassegnati. Tutto questo succede in periferia, intorno a mezzogiorno. E' un fatto che nel periodo delle festività ci siano più suicidi. Non c'è da stupirsene. La propria situazione stride in maniera insopportabile col clima infiocchettato e mentre c'è chi lascia coinvolgere c'è chi resta ai margini, dopo aver aspettato inutilmente una telefonata amica o dopo aver covato il proprio male di vivere per parecchi mesi. Non so molto della depressione come vera e propria malattia, ma la mia impressione è che troppo spessole diagnosi arrivano in ritardo e la terapia è alla va là che vai bene, somministrata da qualche psichiatra in ritardo o affidata al controllo dei familiari già provati dalla convivenza per la mancanza di mezzi nell'affrontare la malattia. E così ci si lancia, ci si avvelena, ci si intossica, sperando di fare presto e che sia la volta buona. Che l'appartamento è troppo piccolo per così tanto disagio. O forse ad essere piccolo è l'orecchio di tante persone. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 19:31 2 Commenti Non si sa mai Passano gli anni e stiamo ancora qui a smazzarci auguri a destra e a mancina. Sempre co' 'sta tiritera di e-mail, telefonate, sms di auguri...
E in effetti hanno ragione... Perché non sempre il Natale funziona a dovere. Buon Natale a tutti. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 18:56 8 Commenti All'attenzione del responsabile Piccole burocrazie crescono: chissà se Cavour si immaginava che un giorno l'Italia sarebbe stata la grande mamma delle prostitute del pubblico impiego. Perché per uno che lavora ce ne sono ancora parecchi che si aggirano indolenti per i corridoi. L'impiegato efficiente che si lamenta del collega pelandrone forse non se ne rende conto, ma sta facendo un gran favore a tanta gente sgobbando anche per gli altri. Così nei meandri dei concorsi ancora oggi si aggirano queste marchette sfiduciate in cerca di un posto di lavoro dove grattarsi in pace e non serve Striscia la notizia o chissà quale lessa trasmissione per sapere chi lavora tanto e chi quasi niente. La mia ennesima lotta con la burocrazia si è conclusa con una vittoria parziale, di misura. Non ho vinto del tutto perché il tempo che passa non torna più, ma almeno ho ottenuto quello che volevo. Ho dovuto alzare la voce - via email - scrivendo direttamente alle alte cariche e così qualcuno si è dato da fare per il buon nome dell'Ufficio. Peccato che abbia perso mesi e fegato per ottenere un servizio che dovrebbe essere prestato normalmente e senza particolari competenze tecniche... ma tant'è. L'unico ufficio che lavora sempre è quello "complicazioni affari semplici"con i complimenti delle amministrazioni sonnolente e dei responsabili di grado intermedio che sanno ma tacciono. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 20:11 3 Commenti Le persone sono di vario tipo e fin qui ci possiamo mettere un punto. Ci sono persone che sanno cosa vogliono ma non hanno idea di come ottenerlo. Ci sono persone dotate di grandi mezzi ma vagano nel buio e si sprecano in un attivismo sterile. Ci sono persone dotate di mezzi e di idee che però rinunciano a essere un po' di più. Nel mezzo di tutto questi casi - e anche altre combinazioni, ovvio - ci sono persone ambigue che non sanno un bel niente perché devono ancora risolvere il conflitto primordiale che ogni essere umano porta con sè: quello dell'esisistenza dell'altro, di una persona diversa da "io" e sulla base di questo conflitto irrisolto costruiscono le loro vite, senza troppa consapevolezza. Queste persone sono incapaci di rapporti duraturi, vogliono essere libere di andare e venire con la pretesa di inglobarti impedendoti di avere le stesse prerogative. Sono le persone a cui devi rendere conto senza che loro vogliano farlo con te, persone con un subdolo egoismo che mentono anche alle domande più banali per il gusto di disorientare e impedire l'identificazione di appigli in una qualsiasi relazione. Come altri, mi trovo ad avere a che fare con una donna che agisce secondo questo meccanismo, una che se da un lato si proponeva come amica, dall'altro non era capace di sentimenti simpatetici e così al momento si ritrova a mandarmi degli sms ogni tanto, per dire, uno ogni tre mesi in cui scrive "ciao come stai?" oppure "guarda che lo so che hai cambiato lavoro". Mi ritrovo così in una situazione di delusione per l'amicizia sfumata e di fastidio per queste manifestazioni sporadiche di interessamento, che capitano con l'arrivo della Christmas Card oppure con il coincidere di chissà quale momento di solitudine e nostalgia. Queste persone sono schegge impazzite all'interno delle relazioni. Rinunciano ad un atteggiamento sereno nei confronti dei cambi di situazione - come un trasloco o la fine di un'esperienza - e al contrario di amici per cui c'è sempre disponibilità anche dopo mesi di silenzio, questi personaggi si rendono colpevoli sia delle loro assenze che delle loro presenze, non avendo quell'atteggiamento limpido che contraddistingue i rapporti che durano bene e senza angosce. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 18:07 3 Commenti Avanti veloce Tìrititì, tirititì, tirititì.. Drànghete! Sul comodino c'è solo la sveglia. Spenta. Un po' ammaccata. Da tempo ho liberato il comodino da altri oggetti. E resta la sveglia, che sembra un totem bianco da malmenare nella mia personale guerra di religione. E come ogni totem carico di simboli resiste alle mazzate. Come i gesucristi appesi e gli alberi di Natale che si accendono e brillano. Come il vassoio di praline che sta sul tavolino del salotto: sono lì da secoli eppure nessuno le mangia. Ogni tanto cadono e poi tornano sul vassoio. Forse perché sulla stagnola non c'è la data di scadenza. Vivere così è come camminare a Venezia. Non sai mai di preciso dove devi andare e qual è la strada più corta, ma sai per ipotesi che a Venezia si cammina tanto e quindi cammini veloce. Su e giù per i ponti, sbucando dalle calli, infilandosi nelle gallerie. E sei sempre sull'orlo del canale. Le ultime settimane per me sono state la stessa cosa. Sempre di corsa, a ritagliare qualche minuto che poi viene riutilizzato non per le cose piacevoli ma per altre attività noiose per le quali prima non c'era tempo. Inoltre quest'anno c'è un inghippo in più: Natale viene di sabato, quindi l'ultimo sbato utile prima di Natale era ieri. Significa che durante questa settimana il traffico sarà maggiore anche nei giorni feriali. Tutti dal salumiere venerdì sera. Ci ritroveremo lì, probabilmente. Io sarò quello smunto con le borse sotto gli occhi a forma di punto di domanda. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 10:22 2 Commenti Fuck-simile Tutti uguali Tutti diversi Tutti uguali Tutti diversi Tutti uguali Tutti diversi
Ce la faremo mai? Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 17:36 7 Commenti Ieri sera ho visto la prima puntata de "I fantastici 5", il nuovo programma de La 7. Ero a fine giornata è non ho prestato molta attenzione alle dinamiche del programma, ma pensavo che negli ultimi tempi ho così poca voglia di prepararmi quelle poche volte che esco, oppure mi dimentico spesso di usare il balsamo per i capelli, non mi pettino quasi più che tanto ho i berretti, le magliette più attraenti le tengo sempre nel cassetto, che tanto cosa cambia. Insomma, un'altra parte delle mie giornate che risente della stanchezza e del sonno cronico. E quelli che erano piccoli rituali ora li vedo come una perdita di tempo, perché ogni momento è buono per sedersi cinque minuti e fissare il vuoto, sperando che un giorno con tutto questo debito di sonno si possa saldare in quelche maniera. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 15:20 3 Commenti Lo stomaco dell'infermiera con la tuta arancione vibrava: «Che profumo di toast! Altro che qualche anno fa, quando gli odori erano ben diversi e facevano pendant con le pareti verdine». Mi limito ad annuire perché qualcos'altro attira la mia attenzione. In una stanza i letti sono tutti pieni: «Ehi! Sono tutti pachistani!» La dottoressa con i fuseaux in goretex non nasconde la sua sorpresa. «Ne ho visti di tutti i colori, letteralmente, ma marroncini come questi mai!» La caposala spiega quale sostanza rende la loro carnagione così olivastra. D'altra parte quando hai il fegato spappolato si può anche soprassedere sul colorito. In uno dei letti c'è un uomo giovane, che avrà al massimo 35 anni. Anche lui ha l'aria un po' pachistana. Potrebbe essere un personaggio dei Simpson senza fatica. Finito il nostro giretto continuiamo il nostro discorso da persone stupefatte. Alla fine arriviamo a parle di Bollywood e del cinema emergente. Quando sono arrivato a casa mi sono riproposto di bere un aperitivo in meno la prossima volta. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 08:58 Commenta: Un bigotto in littorina
Mentre pedalo in bicicletta per tornare a casa penso che potevo evitare di rimproverarli. Penso che in fondo quattro porchi e due bestemmie aiutano a sopravvivere alla vita di provincia. Che forse sono diventato un po' bigotto. Che magari mi chiameranno dal Moige, sempre così attento a bacchettare la programmazione tivù, e mi assumeranno. Che è colpa mia se sono intransigente di fronte alla volgarità. Poi mi ricordo che l'ho fatto per il gran casino che facevano, per il rumore, un po' perché sono stanco. Un po' anche per l'universitario bello e stanco seduto lì vicino che con gli occhi chiedeva aiuto. Però poi penso che avrei dovuto prima avvisare il capotreno. Che in fondo nessuno si è alzato a dire "E' vero, fate silenzio" e che forse quelle facce esauste non si riferivano al rumore dei ragazzini. Allora penso che forse devono un po' tutti andare a quel paese, io per primo. Che poi il sindaco è anche amico mio. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 15:54 9 Commenti ... di avere una musica in testa/ come una specie di orchestra/ suonare suonare/ zum zum zum zum zum! Finalmente un po' di sole, metereologico, ovvio. Ma almeno quello. Perché dopo essersi svegliati prima dell'alba sfidando il ghiaccio sulla strada è bello camminare in una valleverde... no, cioè. Sono blindato a lavorare ma almeno fuori dalla finestra il cielo è di tanti colori diversi grazie allo smog illuminato dal sole. A volte mi sembra di vivere in un libro di Coupland... Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 12:35 4 Commenti Cartoline dal passato Perché non riciclare anche i post? Beh, oggi è santa Lucia e lo scorso anno Graziella si dedicò a recuperarne la storia. Eccola!: Santa Lucia- The true story sul blog del MerdaDay E auguri a tutti quelli che i doni li scambiano oggi! Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 19:13 2 Commenti Vigilie e attese Dicembre, più di altri mesi dell'anno è un momento di vigilie e di attese, in cui si sommano le scadenze e le meschinità... dipende dalle annate. L'augurio migliore è comunque di non rimetterci l'umore, sperando che il gioco sia a somma zero, se proprio non può essere positiva. E mentre c'è chi tira a campare e si riscopre innamorato dimenticando le magagne della coppia, c'è il solito gruppo di persone che si ritroverà a guardare "Una poltrona per due" nell'attesa che il telefono suoni e che magari, per una volta, sia una telefonata degna di interesse. Ho già mangiato il primo pandoro della stagione, praticamente mi ci sono ingolfato mangiandolo da solo - a più riprese - ben inteso, altrimenti il burro fa tappo nello stomaco e ti rovini l'appetito. Intanto il bricco dell'acqua è sempre sul fornello, vuoi per un té, vuoi per una camomilla... Ma il servizio buono resta nella credenza, che tanto se me lo devo bere da solo basta anche la tazza vecchia senza manico che si usa per misurare la farina. Ieri sera sono uscito: mi sento molto vicino a chi fa un lavoro pesante e si ritrova durante i weekend a voler fare "tutto in una notte". Così sono andato alla serata a tema di un locale: gli anni '80. Belinda Carlisle, Cyndi Lauper, magari i Duran Duran... Niente di tutto questo: il dj si è infognato nel filone nostalgico paramalinconico. E allora via con i Talk Talk fino alla peggiori tristezze. Anche roba mai sentita. Dopo due ore mi hanno regalato il sonno che mi ha dato un calcio nel sedere fino a casa. E pensare che invece la serata anni '70 era stata così allegra e gradevole! In fondo il problema è che con la memoria non si scherza. La mia idea degli anni '80 è ben diversa, così adesso aspetterò la prossima festa anni '80, nella speranza di ritrovarmi ad avere ragione. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 18:19 5 Commenti Atto di presenza C'è la curiosa abitudine presso alcuni enti di rendere torbide l'applicazione delle procedure burocratiche e amministrative in modo da favorire alcuni e poi, alla bisogna, gli stessi che operano dietro lo sportello si comportano da paladini della trasparenza appena si presenta qualche intoppo, per esempio la pigrizia. Perché durante le feste è faticoso lavorare. E anche queste sono storie MerdaDay, che trasformano una banale giornata di fine autunno in una gimkana in canoa, con tanto di eskimo e porte da centrare. La mia intenzione era di ottenere ne più ne meno di quanto è previsto dal servizio - specificare quale è inutile, dato che è esemplare nel suo svolgersi. Mi era stato offerto di scegliere, tra due possibilità. Ognuna faceva capo ad un ufficio e ad un incaricato. Così ho scelto. Ne è seguito un anno che è trascorso tra ferie e malattie dell'incaricato in cui il servizio che avevo richiesto non è mai stato attivato. Così ho deciso di buttarmi sull'altra opzione, sperando di cavarmela prima. Ho passato due mesi a chiarire la mia richiesta, cioè di passare altra scelta, dopo essermi assicurato che fosse possibile cambiare e dopo che si aprisse il periodo finestra per cambiare. Ma dopo due mesi ancora niente. Nonostante i miei tentativi non si è mossa una foglia, ho solo perso tanto tempo in email, in telefonate, in cordiali comunicazioni che non hanno dato risultato, fino a quando mi comunicano che non posso più cambiare idea. Insomma: stop alle telefonate. Allora mi tornano alla memoria gli episodi torbidi, quelli almeno di cui sono a conoscenza e mi limito a chiederne il perché. Così si alza il muro di omertà dell'ufficio incaricato. Domande inquisitorie che mi sorprendono ad accusarli di disinvolta gestione dell'applicazione dei loro regolamenti. E così crollano i tanto pubblicizzati servizi a distanza della pubblica amministrazione: venga di persona che risolviamo tutto. Già. Magari domattina, all'alba, davanti al saloon. E guai a chi avvisa lo sceriffo. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 16:09 4 Commenti Indizi sull'inverno Ancora un test... va a momenti, va così oggi. Perché sono passato a leggere Senza Limiti che aveva postato il suo risultato del test "L'inverno che c'è in te" di Gay.tv e mentre lui si gigioneggia col suo Inverno di Intimità, io mi scopro avere un Inverno di Sfida. E la descrizione del profilo recita: "IL TUO INVERNO DI SFIDA E ti pareva che mi tocca sempre lavorare???!!!! Ma meno male che tra le risorse di Gay.tv c'è la galleria su Cristiano Ronaldo, almeno mi distraggo un po' da tutta 'sta sfida. E poi c'è il test precedente, in cui ho scoperto di appartenere idealmente alla "Upper middle class", ma soprattuto c'è l'immagine della "Upper middle class" - è da questo pomeriggio che ne rido!
'Jemo a dormi', va che domani si lavora. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 20:20 4 Commenti
Questi Test sono una catena. Ho scoperto che Gattostanco potrebbe essere un testimonial di Bulgari, con il suo risultato "Luxurious Upper Class" mentre io sono segnato dalle gioie della "Upper Middle Class". Vabbé... facciamo che in tanto vedo di arrivarci e poi ne riparliamo.
Si accettano donazioni. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 15:50 1 Commento La magia del Natale
Anche quest'anno, per venti giorni, sorseggiamo l'amorevole tazza di amore incondizionato che ci avvolgerà. Come sarà bello sopportare la vecchia zia che ci ha sempre trattati da cani, come sarà piacevole riscoprire vecchie amicizie che se sono finite c'era un motivo, come sarà gradevole ritrovarsi a fare gli auguri a perfetti estranei ubriachi che ci inondano improvvisamente di simpatia! Insomma... Proviamo a trovare le Buone Feste all'interno di queste feste, per non rischiare di attardarci con alcuni trascurando chi veramente ci ha sostenuto durante l'anno! E se dovesse invece trovare la pace con dei vecchi relitti, rendiamola persistente, o i prossimi MerdaDay ce li saremo costruiti da soli. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 16:39 7 Commenti La settimana migliore Spero sia questa che arriva, non fosse altro perché lavoro due giorni e poi mi sotterrerò tra i cuscini per un giorno. Poi altri due giorni e poi... di nuovo weekend! ... Perché sarà il nuovo millennio, sarà che siamo evoluti e andiamo su Marte, ma se mi alzo alle cinque di mattina ho sonno e basta. Ma tornerò! Appena troverò un lavoro migliore tornerò a curare i miei interessi, la mia vita sociale, e magari rimetterò in moto il cervello, che adesso basta a malapena per obliterare l'abbonamento ferroviario ogni primo del mese. I lati positivi comunque ci sono, di tutta questa situazione: esco meno, telefono meno, navigo meno - quindi risparmio. Peccato che sono sottopagato, altrimenti risparmierei qualcosa. Ma almeno non guardo più la tivù e ne guadagno in buon umore. Perché mi sono accorto che la tivù che c'è adesso serve solo ad allevare frustrazioni, a giustificare comportamenti discutibili e bassezze, e a dare un lavoro strapagato a gente povera di spirito e supina ai direttori. Nel frattempo sto leggendo un libro. Adesso tocca al libro in spagnolo che si chiama "La notte in cui mi innamorai di River Phoenix". La trama è complessa e segue un filo mentale molto intimo. Mentre sullo sfondo si parla di immigrazione e integrazione. Per farla breve, uno giornalista intervista un tizio famoso che gli parla sempre di un argentino che si è trasferito in Spagna. A furia di sentirne parlare, il giornalista si innamora dell'argentino, mai visto, ma che immagina somigliante all'attore scomparso River Phoenix. Più avanti so che lo conoscerà di persona, ma dovrebbe succedere intorno a pagina duecento e quindi manca ancora un po'. Durante la settimana scoprirò cosa succederà, al giornalista del libro ma anche a me, dato che ogni giorno potrebbe essere Quel Giorno. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 19:23 2 Commenti La lavagnetta bianca con le scritte blu appesa al muro mi ricorda le "cose da fare". Mai una volta che mi attenga a quel programma scritto col pennarello cancellabile appeso col magnete. Così nel primo pomeriggio sono salito sul trenino per pendolari che di ieri era pieno di amanti della neve per andare in città. Sono arrivato prima della folla, quando i negozianti stanno ancora contando il fondo della loro cassa prima di iniziare l'attività. Il solito giretto in libreria e nel negozio di dischi dove ho lo sconto. Abbastanza inutile, per la verità, dato che i prezzi sono sempre alti. Già, sempre "lassù", come i ripiani alti scaffale al supermercato quando Kylie Minogue fa la spesa. E allora niente, passo dal rivenditore di socialità prepagata e scopro che è tutto intorno a me: le vetrine coi telefoni che schiamazzano al mio posto, le nacchere in omaggio con soli 5000 euro di ricarica, le persone in coda che si dipanano serpeggiando tra gli espositori di auricolari blue tooth. Anche una commessa è intorno a me: appolipata. Vuole che scopra com'è bello il mondo umts, la Grande Teconologia che permette di accedere ad un Grande mondo di Vantaggi. Le dico che a me basta telefonare. Ma niente, come un mendicante insistente che mostra la mano mozzata, lei mi mostra il telefono in promozione mentre è in funzione uno streaming con una signora che telefona. Arrivo al banco e compro una ricarica 10€ comprensivi di 8 di ricarica e 2 di simpatia, e la Mitica Carta Servizi per mandare i messaggi gratuiti. Così per un mese riscoprirò anche io quant'è bello avere tanti tanti amici, nell'attesa che il 1° gennaio tutto finisca, prima che mi venga voglia di strozzarli perché mi intasano di porcate. Gratto i codici e vinco la possibilità di chiamare il numero gratuito per dirgli i codici che ho trovato. I codici vanno bene: anche io sono parte del meccanismo, ora. Nel frattempo un'amica sempre stressata e depressa sta arrivando in centro con un'altra conoscente sempre pettegola e frustrata. Decido di tornare a casa, mandandole un messaggio gratuito in cui spiego che io quello che dovevo fare l'ho fatto e ne voglio approfittare per studiare. Così rientro. Arriva la sera, The Saturday Night. Che si fa. L'amica depressa, di cui sopra, resterà in casa perché nel frattempo ha bevuto e le è venuta la "sbronza trista". All'orizzonte invece c'è l'altro gruppetto che va a ballare. Uao! A ballare! Da quanto tempo! Ne chiamo uno e spiega che sarà una serata normale e sottotono, perché due hanno litigato da poche ore e stentano a parlarsi, un altro è girato male per i fatti suoi... Insomma, saluto e abbandono l'idea: se queste sono le premesse, per andare in un locale caro e poco avvincente, beh, faccio altro. Dopo essermi sincerato dei vari programmi altrui passo al distributore della videoteca: altra morìa delle vacche. Tra commediole per adolescenti e film d'azione per mariti con la pancetta scelgo i "diari della motocicletta", pensando «almeno c'è un figone». Ma dopo quaranta minuti sono lessato come con il racconto del viaggio di nozze finto-avventuroso di una collega. E il figone protagonista non basta. Quando mi risveglio poco dopo decido che è stato un bel sabato, che è un peccato che sia già finito.. già già... che peccato! Spengo tutto senza tanti complimenti e buonanotte. Mi stendo a letto di buon umore, perché in fondo è stata una buona giornata. Ho rischiato più volte di rimanere invischiato in paludi di noia e le ho sempre schivate. Mentre mi addormento ripenso al film, che magari me lo vedo quando avrò meno sonno. Leggi tutto "" sul blog del MerdaDay alle 11:16 2 Commenti |
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